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             PER COLORO CHE  AMANO   CONOSCERE – APPROFONDIRE – DISCUTERE   IL TESTO DEL VANGELO     OGNI LUNEDI’ - ORE 20.30... Read More... (Leggi Tutto)
Preghiamo con i Santi
    FESTA DI TUTTI I SANTI   Orario delle celebrazioni:   10.00   santa messa 15.00   celebrazione al cimitero 20.30   recita del sento... Read More... (Leggi Tutto)
IMAGE E' INIZIATO IL PERCORSO
E' INIZIATO IL PERCORSO    Sono gli incontri per i bambini ed i ragazzi delle medie    Sabato: 15.00 - 16.30   e l'Animazione per elementari,... Read More... (Leggi Tutto)
Catechesi 2016-2017
PARROCCHIA DI SAN... Read More... (Leggi Tutto)
Convocazione domenicale
 Ogni domenica il Signore ti convoca al banchetto, insieme ai tuoi fratelli, non lasciare vuoto il tuo posto!           Read More... (Leggi Tutto)

CRESIMA - CONFERMAZIONE

 

Stimatissimi giovani, un augurio di trovarvi tutti in un momento sereno e felice della vostra vita alle prese con i libri, con il lavoro, con il cuore in subbuglio, libero o impegnato, ancora in zona o già per le vie del mondo.

Perché questa premessa? Perché non conoscendo bene la vostra situazione, il vostro percorso spirituale, le vostre scelte ed inviandovi ad un incontro per stabilire insieme, data, giorno ed ora degli incontri, che inizieremo quanto prima, in preparazione al sacramento della Confermazione-Cresima, probabilmente alcuni di voi avranno già ricevuto il sacramento, altri non saranno interessati, altri si troveranno già fuori sede.

Perciò l’augurio resta sincero e benaugurante per tutti.

Coloro che sono intenzionati a partecipare facciano un cenno di adesione, coloro che l’hanno già ricevuta siano così gentili di comunicarlo, come coloro che non sono interessati, tutti comunque o attraverso un messaggino – cel. 347 2980847 oppure tramite e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Gli elenchi parrocchiali sono datati, quindi imprecisi, con persone che forse non risiedono più mentre altre non sono ancora in elenco: fate un passa parola (Classe 1996 – 1997)

Grazie per la collaborazione. Saluti a voi ed ai vostri genitori.

don Renato - parroco

 

 

 AVVENTO

 

 

 

 

IN ATTESA DELLA VENUTA DEL SIGNORE !

 

Tre le piste del nostro cammino:

 

  1. IMPEGNO PERSONALE

  2. IMPEGNO FAMILIARE

  3. IMPEGNO COMUNITARIO

    1. Partecipare alla riflessione-ritiro domenica 7 – ore 15.00 – 18.00

    2. partecipare all’eucarestia feriale con maggiore frequenza

    3. partecipare al commento al Vangelo del mercoledì,  ore 20.30

    4. partecipare all’eucarestia del giovedì – ore 20.30

    5. partecipare alla riconciliazione comunitaria – giovedì 18, alle ore 20.30

       

       

      VIENI, SIGNORE GESU’ – MARANATHA !

       

       

       

                  

 

GRAZIE - GRAZIE - GRAZIE

 

 

Grazie. Che bella parola! Corta, poco ingombrante, quasi silenziosa, delicata, piacevole da ascoltare, saggia da dire.

La giornata del ringraziamento, per la maggioranza di noi, era ritenuta monopolio esclusivo dei contadini. Il motivo immediato era evidente poiché, mentre il sostentamento della vita è uguale per tutti, quello economico, no. Basta una gelata, una siccità prolungata, un temporale rovinoso, dieci minuti di grandine robusta e tutto il guadagno è perduto. Dovendo restare sino alla raccolta con il fiato sospeso, certo che c’era ben donde di far festa, di ringraziare il buon Dio e di festeggiare con canti, danze e libagioni.

Oggi, più smaliziati, ci affidiamo più alle Assicurazioni, alle Organizzazioni europee, ai contributi, ai rimborsi…

In questo modo, un po’ tutti abbiamo dimenticato il dono della gratuità, della riconoscenza.

Io pago, perciò ho diritto, mi è dovuto!

Riscopriamo invece che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, contadini ed impiegati siamo talmente legati gli uni agli altri che, se s’inceppa qualcosa, …- ognuno completi la frase colla espressione che gli è più consona - …

Allora, grazie Signore, che ci guidi con la tua Provvidenza, grazie fratello che con la mia e la tua fatica, il mio e tuo ingegno, facciamo sì che ognuno possa vivere dignitosamente, almeno qui nelle nostre zone e certamente fino al presente.

Riconoscere che non siamo un’isola, una “monade” dispersa nell’universo, ma che facciamo parte di un sistema, che siamo legati quasi da un cordone ombelicale agli altri, alla società, in un primo momento o ad una visione superficiale, questo fatto potrebbe sembrare limitante, intralcio alla libertà personale, costrizione… invece è l’humus nel quale si cresce, ci si sviluppa, ci si realizza al meglio. Oggi, ma forse anche ieri, siamo un po’ tutti ubriachi di indipendenza, di false libertà, di illusorie certezze e la parola “grazie” fa fatica a spuntare, crescere, dominare. Sì, perché “grazie” significa che esiste un altro, che in qualche modo dipendo, che quello che sono non è soltanto merito mio.

 

«Ma insomma, sapete giudicare dalle nuvole, guardando l’orizzonte, se domani piove o se ora pioverà o farà bel tempo e non sapete giudicare questo mondo». Lc12,56

 

Signore, è semplicistico pensare che non sappiamo, è più giusto dire che non vogliamo renderci conto! Basterebbe osservare la forza dell’acqua che, in questi giorni, tutto spazza via, generando distruzione, morte, sconvolgimenti. Ciò è sotto gli occhi di tutti, eppure?

Signore, - meglio con le buone che con le cattive - ma abbi compassione di noi, aiutaci a rinsavire, a scrollarci di dosso questa smania di onnipotenza, a saper stare entro i nostri limiti e nello stesso tempo ad usare bene l’intelligenza e le capacità di cui hai dotato l’umanità.

Ciò che si ottiene con la forza, per quanto possa durare nel tempo, è sempre limitato. Prima o poi ci sarà sempre chi è più forte ed allora il meccanismo si ripete all’infinito.

Grazie, Signore, perché hai tanta pazienza con noi e nel frattempo ci sostieni con la tua Provvidenza.

Forse qualcuno, sotto i baffi, ride di questa nostra fiducia in Te, ci ritiene degli alienati, dei rimasti indietro nel cammino della scienza, della storia…

E’ un rischio che noi corriamo volentieri sulla tua fiducia. Comunque dandoci una mano, collaborando con simpatia, sopportandoci per quanto è possibile e portando un po’ gli uni i pesi degli altri non abbiamo niente da perdere. Se altri conoscono strade migliori, saremo loro riconoscenti se ci accoglieranno tra le loro file.

 

La nostra gratitudine al Signore che ci accompagna ogni giorno della nostra settimana,

 

Domenica prossima, 23 novembre, alla celebrazione delle ore 11.00,

 

assumerà un carattere particolare, solenne e festoso. Al grazie ai “superstiti contadini di Passons” e ai tanti altri sparpagliati nel mondo, che ci assicurano i prodotti della terra, porgeremo dei saluti e ringraziamenti particolari…

 

 

Occasione speciale

 

1.   Un grazie a don Angelo Scaranto, sacerdote salesiano, che per 28 anni ha celebrato con noi ogni domenica o nelle altre circostanze particolari, giungendo, fino a pochi anni fa, in bicicletta – incurante del freddo, della pioggia o del sole – dalla sua casa dell’Istituto Bearzi, proprio agli opposti della città.

 

 

   

 

 

2.   Un grazie agli “Animatori” che hanno lasciato il loro impegno “per limiti d’età!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GRAZIE, SIGNORE, CHE CI FAI VIVERE QUESTE BELLE EMOZIONI !

PERCHE' LA CREMAZIONE ?

 

Come spiegare questo fenomeno che sta avanzando velocemente e, come nebbia invernale, avvolge ed abbraccia molti, a qualsiasi credo o ceto sociale appartengano? Sto parlando della volontà della cremazione del proprio corpo, a morte avvenuta.

Leggi tutto: Perchè la Cremazione?

DIMOSTRIAMO IL NOSTRO AFFETTO ALLA PARROCCHIA !

 

Sospendiamo, rimandiamo, annulliamo i nostri impegni

- per essere tutti, piccoli e grandi -

a far corona al nostro protettore San Martino,

nella solenne celebrazione eucaristica e nella processione per le vie del paese

alle ore 20.30

 

non mancare sempre solo tu, come fossi un individuo speciale che vola soltanto in alto

e disdegna di contaminarsi sfiorando consuetudini e costumi popolari

 

                                                                              

                         

 

 SCEGLIERE E' SEMPRE DIFFICILE

MA E' NECESSARIO !

e si può sbagliare  -  rifletti

 

I SANTI – I MORTI (novembre 1 e 2)

 

Perché questa divisione? I morti non sono tutti con il Signore? Chi sono i santi?

Domande lecite per noi che viviamo nel corpo ed abbiamo bisogno di sapere, interrogarci, darci risposte.

Sarebbe semplice rispondere servendosi delle categorie usate fino a pochi decenni fa.

 

La Chiesa, corpo mistico di Gesù e popolo dei credenti, si concretizza in tre stadi che partono dalla Chiesa militante (coloro che militano, sono ancora in cammino), per passare attraverso la Chiesa purgante (purgatorio – momento di purificazione) per giungere alla Chiesa trionfante (godimento eterno della visione beatifica di Dio e meta finale di ogni credente).

Questo modo, quasi razionale, di spiegare l’«oltre morte» oggi ha fatto il suo tempo. Certamente resta la realtà in cui noi crediamo, che però non siamo in grado di esprimere se non servendoci di immagini umane.

 

Nel parlar comune i “Santi” sono coloro che hanno vissuto in modo eroico la fede, alle volte persino sacrificando la vita. I Santi sono le persone proclamate tali dalla Chiesa e che veneriamo sugli altari. In verità i «santi» sono coloro che, giustificati da Dio, vivono in eterno con Lui. Perciò tutti quelli che hanno raggiunto la meta definitiva che è la visione e la sosta beatifica in Dio.

In altre parole, tutti quelli che si trovano in paradiso sono santi, anche i nostri cari, le persone che abbiamo conosciuto nella vita come pure quelle di cui mai s’è sentito parlare.

 

I morti, sempre nella credenza popolare, sono coloro che non hanno ancora raggiunto la visione beatifica di Dio – sono in purgatorio – da ciò nasce l’esigenza di pregare per loro, di offrire opere di suffragio.

Il giorno uno sarebbe dedicato ai primi, il due ai secondi. Questa è una semplificazione umana perché con il termine “morti” intendiamo tutti coloro che ci hanno già preceduto. Infatti le esigenze moderne hanno già unificato, nella prima giornata, il ricordo sia dei primi che dei secondi.

 

Le liturgie.

 

La solenne liturgia del 1° novembre (colore bianco, il colore della festa) invita tutti i fedeli a raccogliersi nell’eucarestia per esultare con coloro che hanno già raggiunto la meta definitiva in Dio. E’ una festa indistinta che accomuna tutti, sia coloro che sono già arrivati sia con coloro che, sulla terra, sono ancora in cammino, ma gioiscono per la meta raggiunta dagli altri.

Quanti sono costoro? Rispondiamo con le parole dell’Apocalisse (ultimo libro della Bibbia):

 

 9Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Ap. 7,9

 

Queste parole di Giovanni sono per noi consolanti, ma ci lasciano sempre nel mistero. Tuttavia, sia lo stile del vangelo sia le parole ripetute sovente da papa Francesco, ci fanno ben sperare nella misericordia di Dio, che supera tutti i nostri capricci e le innumerevoli malefatte!

 

Sempre il giorno uno, ma di pomeriggio, la tradizione liturgica introduce (cambiando il colore che diviene violaceo, simbolo dalla penitenza, dell’intercessione, del suffragio) la commemorazione dei defunti. Credenti e non, si recano al cimitero per deporre sulle tombe i fiori ed accendere i lumini. Essi esprimono, per chi ha fede, un legame - interrotto solo nel corpo - con chi ci ha preceduto, e quindi un dialogo intimo, silenzioso che si fa preghiera, per gli altri un ricordo, una nostalgia, un affetto per chi non c’è più.

Anche in questa circostanza, ad un’ora conveniente, la comunità cristiana si ritrova per una liturgia comune esprimendo la vera universalità della Chiesa che non prega soltanto per i propri cari, ma per tutti, indistintamente. Diversi cristiani, avendo affievolito o smarrito il senso di comunità, evidenziano il loro individualismo rispondendo unicamente alle proprie esigenze o comodità, disertando quindi questo raduno comune e recandosi individualmente presso le tombe dei loro cari.

 

Questa tradizione ha le sue basi solide nel concetto di suffragio.

Tra la morte e la visione beatifica di Dio, c’è un momento, una realtà in cui il peccatore (e chi non lo è!) purifica se stesso in un modo ed un tempo a noi sconosciuti, ma che la Chiesa ce lo insegna e che è facilmente comprensibile, se presso Dio tutto deve essere innocente o purificato.

La nostra preghiera, la preghiera della Chiesa, in modo particolare la preghiera eucaristica, possono aiutare, favorire coloro che si trovano in questa situazione.

Se vogliamo servirci di un esempio umano, prendiamo l’immagine di quando si aiuta una persona a superare un passaggio difficile, un momento di difficoltà, un percorso scivoloso…

Comprendiamo allora che, se amiamo veramente i nostri cari, diviene importante, salutare, caritatevole, gradito, utile il suffragio, l’insistenza della preghiera, della celebrazione eucarestia, dell’intercessione.

Ricordiamoci che lumini, fiori, monumenti non aiutano i defunti - possono tranquillizzare la nostra coscienza, esprimere visibilmente il nostro legame, la nostra riconoscenza, il nostro rispetto, ma niente più – solo la preghiera può essere per loro un efficace aiuto. Perciò preghiamo, preghiamo, preghiamo per i nostri defunti e soprattutto educhiamo i nostri bambini a farlo,

 

“sarà una caparra, una speranza che un giorno lo facciano anche per noi”.

 

In un passato ancora recente, nella notte tra l’uno ed il due, si suonavano le campane, ad intervalli regolari per invitare alla preghiera, alla recita del santo rosario. Le persone si radunavano nelle case, attorno al focolare, con le caldarroste e la ribola e, in alcuni casi, ciò si prolungava fino al mattino. Questa è la notte dei morti, dei misteri e di tante leggende più o meno verosimili.

Il giorno due, detto appunto dei morti, assumeva un carattere particolare, si moltiplicavano le celebrazioni e le visite ai cimiteri. Pure la società civile partecipava a questa pausa, a questa riflessione. Vacanze nelle scuole, uffici e fabbriche con orari ridotti o chiusi, le sale cinematografiche sospendevano le proiezioni, alla radio la musica classica occupava il posto di quella leggera.

In altre parole, tutti avvertivano che quello era un giorno speciale!

 

Oggi le cose sono cambiate, l’organizzazione sociale è più complessa, le diversità culturali più marcate, l’indifferenza, come la nebbia che avanza, stanno rendendo confuso, indistinguibile, evanescente ogni legame tra le persone, le tradizione, il patrimonio che i nostri avi ci hanno lasciato. Riteniamo di esserci emancipati, cresciuti, liberati da tabù, diventati più razionali, restii, sfuggenti a certe “fantasie”… e poi

potenza delle contraddizioni

ci tuffiamo in halloween, riti ancestrali, figure grottesche, spaventose, immagini di streghe…

e, naturalmente per esorcizzare il problema, che però «è e resta reale per tutti», ci tuffiamo in mangiate, bevute, serata danzante, veglia spensierata.

 

Stimati cristiani, persone di buon senso, buona volontà, che amiamo interrogarci sul senso di questa esistenza, cogliamo l’occasione per cercare, conoscere, approfondire la complessità della persona umana che certamente non si esaurisce in processi fisici o chimici o legislativi, ma che interpella Qualcuno o qualcosa che ci trascende, Qualcuno che ha la chiave per svelare la grandezza, la complessità, il mistero fascinoso, la dignità, il senso, la direzione di quello che noi chiamiamo

 “uomo”.

Con simpatia.

don Renato

(invia un tuo commento, una riflessione, un'osservazione - grazie)

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