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Catechesi 2016-2017
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Convocazione domenicale
 Ogni domenica il Signore ti convoca al banchetto, insieme ai tuoi fratelli, non lasciare vuoto il tuo posto!           Read More... (Leggi Tutto)

Stimati genitori dei fanciulli di Prima Comunione,

                                                   (riflessione valida per ogni persona di buona volontà!)

          
  

Ecco che cosa abbiamo cercato di fare in questi quattro anni. Ora è giunto il momento di partire! Partire per un lungo viaggio che li accompagnerà fino al  tramonto. Che cosa potevamo suggerire ai bambini? 

Che strumenti offrir loro? Ciò che erano in grado, per la loro età, di comprendere. Ora viene il bello e lo sarà sempre di più, man mano che la vita crescerà con la sua esuberanza giovanile, maturità adulta, saggezza senile.

 

La fede è un dono prezioso che si deve trasformare, arricchire, adattare come la pelle del corpo in un uomo che cresce.

Per far capir questo abbiamo proposto dei semplici paragoni. Tre immagini.

 

1. L’albero di Natale

 

 

Abbiamo offerto la struttura dell’albero cui bisognerà appendere in modo personale, man mano che un bambino cresce, foglie, frutti, addobbi, secondo la propria immaginazione e fantasia, saggezza e maturità.

La struttura sarà forse identica per tutti, ma certamente non l’addobbo.

Per qualcuno nella vita diverrà un’opera d’arte, per altri resterà striminzito, per altri ancora potrebbe seccarsi o diventare un ingombro!

 

 

2. Il portafoglio

 

 

 

Nel portafoglio si mettono i soldi o le carte di credito utili al bisogno. La persona prudente controlla sempre che tutto sia disponibile.

Le cose imparate da piccoli e trasformate in base all’età, sia in comprensione sia in profondità possono, nel momento meno impensato, essere utili e di grande aiuto!

 

 

3. L’attaccapanni

 

Pronto per appendere qualcosa. Ce ne accorgiamo della sua utilità e ci rammarichiamo per la sua mancanza in casa o al ristorante o in ufficio soltanto quando ne abbiamo bisogno.

 

Stimati genitori, sono soltanto degli esempi volti a farci capire l’importanza di aiutare i vostri figli a fornirsi, man mano che crescono, di tutti gli strumenti necessari nella vita. Se volete bene ai vostri figli, come certamente lo volete, sapete che nella vita non tutto è rose e fiori, ci sono momenti di difficoltà, di paura, di solitudine, momenti in cui ci s’interroga sul perché vivere, se ha senso tener duro, lottare o se non è meglio il “carpe diem” (vivi alla giornata). Non preoccupatevi soltanto della salute, dei soldi, della carriera, del successo dei vostri figli. Aiutateli a curare anche lo spirito, l’interiorità, la fede!

E’ un discorso di coerenza che potrebbe trovarci in difficoltà, in imbarazzo, ma è Colui che ama me, voi e i vostri figli a suggerire questo!!!

So che nella Chiesa trovate tante motivazioni di contrasto, di abbandono, di poca coerenza.

Attenti però a non buttar via con l’acqua sporca anche il bambino perché in questo caso il “Bambino” è Lui, Gesù Cristo che ci vuol bene ed è orgoglioso che ognuno di noi si spenda per il bene, il meglio, l’eccezionale. Non fareste così anche voi per i vostri figli?

Fate, facciamo in modo che l’abete, il portafoglio, l’attaccapanni non restino inutili, vuoti, disadorni.

 

Un’ultima raccomandazione:

non lasciatevi influenzare dalla moda, dall’andazzo, dalla maggioranza, dai mas media, dai pettegolezzi paesani, da chi sa tutto, … la vita personale è troppo preziosa e seria per essere affidata con leggerezza ad altri!

Grazie per la pazienza, la comprensione, la collaborazione. Con l’augurio di rivederci ancora senza dover attendere il paradiso, vi auguro buon lavoro nell’attività più preziosa che certamente è stata a voi affidata la maternità e paternità dei vostri figli. Il Signore ci benedica, sia misericordioso, paziente, comprensivo in certe nostre stranezze o voli pindarici che ci riportano a terra con le ossa malconce.

Con simpatia.

 

Don Renato – parroco

 

Come sempre, un commento, un cenno di risposta, un “ci sono” mi farà molto piacere.

 

 

 

La comunità invita a partecipare e a gioire insieme domenica:

 

 

 

6 maggio:

   

ore 10.00 - eucarestia e sacramento del Battesimo

 

 

13 maggio - SOLENNITA' DELL'ASCENSIONE

ore 17.00 - Riconciliazione dei bambini di IV elementare

 

 

20 maggio - SOLENNITA' DELLA PENTECOSTE

 

ore 10.00 - eucarestia e Prima comunione dei bambini di V elementare

 

 

27 maggio - SOLENNITA' DELLA SS. TRINITA'

ore 10.00 - eucaristica e sacramento dell'unzione degli infermi

 

 

3 giugno - SOLENNITA' DEL "CORPUS DOMINI"

ore 10.00 - eucarestia e festa dei Lustri matrimoniali

 

 

 

 Lo Spirito Santo trovi in noi il terreno fertile per far crescere in pienezza e consapevolezza i germi della fede

e faccia di noi dei seminatori che distribuiscono a piene mani le meraviglie del Signore!

 

 

 

Buona Pasqua a tutti in qualsiasi parte del mondo voi vi troviate!

Risorgere significa rinascere, riprendere speranza, desiderio di cambiare, ricominciare, stravolgere,

progettare, osare, inventare, stupire, incantare…

Se fossi soltanto io a proporvi tutto questo sarebbe poca cosa, ma è Colui che ha vinto la cattiveria umana, l’ingratitudine, la derisione, la sconfitta, la morte. E’ Cristo risorto!

Fidiamoci e lasciamoci risucchiare dalla forza travolgente dello Spirito che farà, di noi e attraverso di noi, cose grandi, meravigliose.

Ognuno s’aggiunga poi, l’augurio che più gli sta a cuore. In sincera amicizia e gratitudine, don Renato.

 

Passons, 2018

 

20Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: 21perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. Mt. 17, 20-21

 

       

Carissimi, mettiamo in campo la nostra fantasia e sostituiamo chi era presente nel cenacolo con il volto di ognuno di noi. Sì, perché così ha detto Lui. Io prego anche per coloro che nel 2018, nella chiesa di Passons, si riuniranno per celebrare questo memoriale del mio congedo dal mondo. Ci rendiamo conto di tutto questo o siamo qui per una passeggiata notturna, un avvenimento tradizionale, una nostalgia infantile?

Possiamo essere indifferenti, svogliati, distratti, col pensiero alle cose lasciate a casa o ad altri appuntamenti mancati? Gesù non solo ti ha presente davanti ai suoi occhi, ma ti porta nel cuore. E’ interessato a te, a noi! Prega perché diventiamo una comunità in cui ognuno si sforza di entrare in simpatia con gli altri per scandalizzare il mondo che viaggia su altri principi.

Simpatia è una parola che deriva dal greco e significa “patire con”. Nel nostro caso, interessarsi, entusiasmarsi, collaborare, aderire… con gli altri nel progetto di Gesù.

L’immagine del corpo e delle varie membra che lo compongono rende molto bene quest’idea.

La mano non può andare per conto suo, il braccio non può essere staccato dal tronco…

Scegliendo liberamente Gesù, non possiamo essere un corpo che non risponde all’unità, che non collabora tra le diverse membra per la salute, l’efficienza, l’armonia.

Gesù prega perché ciò avvenga in noi e tra di noi.

Che differenza con l’impostazione della nostra fede!

In questa notte santa, misteriosa, velata di tristezza per quello che sta per accadere, non possiamo, almeno per questa sera, continuare a scusarci e a scusare… “i tempi sono cambiati, la gente non è più quella, la società ci mette i bastoni tra le ruote, i nostri figli hanno mille problemi, i principi non tengono più, i valori sono pressoché sconosciuti, vale l’immediato, quello che si può consumare subito…”.

No, cari fratelli, piangiamo almeno per questa sera con Lui. Perché non siano lacrime di coccodrillo, promettiamo seriamente che non ce ne andremo dalla chiesa prima di aver deciso di invertire la rotta. La strada sarà lunga, faticosa, contornata di sconfitte, di scoraggiamenti, ma faremo come ha fatto Lui, ad ogni caduta cercheremo – forse anche con l’aiuto di qualche buon Cireneo – di risollevarci ogni volta, fino ad arrivare alla meta che lui ha stabilito per ognuno di noi.

Ricordiamo Pietro, anche lui ha promesso, ma sono bastate alcune ore per rinnegare tutto!

 

Qui entra in campo la riflessione su un secondo argomento fondamentale: 26Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, lo diede ai discepoli e disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». 27Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati». Mt. 26.

 

Quando Gesù prega perché anche noi siamo in un rapporto tra di noi come il suo con il Padre, ci offre gli strumenti per tentare quest’ardua impresa: “Prendete e mangiate, prendete e bevete”.

Purtroppo il diavolo – quant’è furbo questo diavolo e quanto opera facilmente tuttora in mezzo a noi – ha fatto sì che il discorso si spostasse a livello teologico. E’ divenuto il pane della manna, il pane dell’unità, il pane degli angeli, il pane della perfezione, il pane da non toccare, il pane da adorare…

In questo modo, solvo casi esemplari, edificanti, incoraggianti… molti di noi cristiani siamo diventati anemici, rachitici, incapaci di testimonianze coraggiose, decise, che suscitano stupore ed ammirazione.

 

Riscopriamo la bellezza, l’onore, la fortuna, il privilegio di essere chiamati a far parte della squadra di Gesù, non intralciamoci tra di noi, ma sorretti dallo Spirito, rinfrancati dal pane mangiato, diventiamo quel manipolo di cui Gesù ha bisogno nel mondo, ma nello specifico, per la nostra comunità di Passons.

 

Persone che s’impegnano, patiscono, lottano per i propri ideali ne scopriamo sia nel mondo sia nel nostro paese. Possibile che in noi cristiani non ci sia un sussulto d’orgoglio per gareggiare in una testimonianza, un annuncio, una proposta di vita?

 

Grazie, Signore, che anche in questa notte misteriosa, ci dai una scossa. Sentiremo domani: “ Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli». Lc. 23.

 

Incoraggiati e rinfrancati ci prepareremo, nella Pentecoste, a ricevere lo Spirito che farà di noi quello che, come ogni buon padre sogna per il figlio, Tu t’aspetti di ciascuno e di tutti insieme. fino In questo modo, alla fine ci dirai, ne siamo certi:

 

“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo”. Mt. 25

 

GRAZIE, SIGNORE!

 

 

Don Renato

Messa della Cena del Signore - 2018

Stimatissimi collaboratori parrocchiali, vi giunga il più cordiale e sentito augurio di Buona Pasqua.

Pasqua, voi tutti lo sapete, significa passaggio. Il passaggio può essere facile, stretto, difficoltoso, pericoloso… comunque, lo si fa perché si desidera andare oltre. Questo vi auguro: andare oltre, verso il meglio, il più, l’ardito. Ognuno di noi ha un percorso particolare e quindi, chi meglio di noi sa qual è la sua soglia da varcare, l’incertezza da superare, la pigrizia da vincere, la presunzione da ammansire…

In tutti questi anni, nella nostra formazione, aggiornamento, approfondimento spirituale abbiamo cercato con insistenza, di comprendere che Gesù di Nazareth è una persona seria, matura, intelligente, comprensiva ed esigente. Un Dio non si fa uomo per fare una passeggiata! Se si scomoda è perché ci vuol bene ed ha qualcosa da dirci d’interessante e per il nostro meglio.

Quest’aspetto porta con sé due conseguenze. La prima ci libera da tutte quelle cianfrusaglie di orpelli, regolette, tradizioni, fioretti, peccatucci che spesso concentrano tutta la nostra attenzione. Lui certamente non si perde in queste pastoie che non aiutano né noi né danno soddisfazione a Lui come nostro Padre e Fratello. La seconda, molto più impegnativa, esige da noi un comportamento da persone mature, coscienti, responsabili, preparate a testimoniare, in un mondo sempre più distratto, un modo di vivere dignitoso, sereno, grato entusiasta. In questo senso, come difficilmente s’ingannano la moglie o il marito o i figli - salvo che non si viva in perenne innamoramento, infatuazione, poesia -, poiché al volo sono in grado di riconoscere la verità dei sentimenti, la finzione, la superficialità, la routine… così davanti a Dio non si può bleffare, Lui che sa, ancor prima che apriamo la bocca, quel che vogliamo dire!

Aiutiamoci a non giocare a nascondino con Lui. Se ci propone qualcosa, possiamo immaginare che si diverta a caricarci d’impegni? Se ci comanda di mettere sempre Lui al primo posto, possiamo pensare che sia un egoista, un narcisista?

Stimati collaboratori, è la “fiducia in Lui” la chiave della soluzione. E’ poca, passeggerà, altalenante, interessata, grande, incondizionata, incrollabile, ben fondata? Dalla risposta, comprenderemo meglio il perché del nostro comportamento di vita.

Il trovarci insieme, mercoledì santo, per celebrare il sacramento della riconciliazione, sarà una dimostrazione concreta che riconosciamo di aver trattenuto per noi, la nostra persona, le nostre cose quel tempo che, se dedicato a Lui, lo ritroveremmo moltiplicato, centuplicato.

Comprendere questo è una grazia, una fortuna come innamorarsi, amare una persona umana. Diversamente lo sentiremo come un obbligo, qualcosa da eludere, accampando mille scuse,  paragoni, confronti i più impensati, nel tentativo di giustificarci, illuderci, assolverci.

Fidatevi, fidiamoci, e buon “passaggio”!

Il più bel grazie per la vostra, la nostra collaborazione è quello di sapere che stiamo lavorando per Lui e, se per Lui, è certamente anche per ognuno di noi.

 

Sentiamoci missionari nel far vivere insieme, familiari ed amici, una vera settimana santa!

Don Renato

 

Aprile 2018

 

BUONA PASQUA !

 

Un augurio rivolto, idealmente a tutto il mondo, ma nello specifico a tutti i compaesani, meglio ancora, a tutte le famiglie, le persone che fanno parte della Comunità parrocchiale di San Martino.

Questa precisazione è bene riaffermarla perché non c’è sovrapposizione nei confini tra il paese di Passons e la Comunità parrocchiale. Essa infatti comprende anche alcuni territori che ricadono nel Comune di Udine (via Moruzzo, via Martignacco), come pure nel Comune di Martignacco (parte di via Cotonificio, di via Angoria, di via Nogaredo, chiamate località Casanova).

 

RICONCILIAZIONE

 

Uno dei momenti più significativi e qualificanti per l’uomo è quello di sapersi riconciliare.

Infatti, per compiere un gesto del genere è necessario mettere in atto alcune capacità tipiche della persona umana che albergano nella testa e nel cuore.

 

Testa

Con essa significhiamo intelligenza, razionalità, capacità riflessiva, di giudizio, di confronto, di apertura, di ripensamento, di errore, di abbaglio…

 

Cuore

Con esso significhiamo affetto, sentimenti, emozioni, bontà, relazioni, altruismo, collaborazione…

 

Tutto ciò funzionerebbe a meraviglia e sarebbe esaltante, armonioso, edificante, se l’uomo fosse perfetto, ma ahimè, questo non lo è!

 

Le motivazioni ciascuno le giustifica in base alla propria riflessione e al sentimento religioso o profano. Una cosa è certa la realtà è identica per tutti.

 

Alle volte prevale la testa, altre il cuore; altre ancora, capita che le due realtà si scontrino, s’accavallino, si contraddicano, compromettano l’armonia, l’equilibrio, annullino la pace …

 

La Pasqua è un’occasione per tutti per guardarsi negli occhi, stringersi la mano e, con gesto coraggioso, forse umiliante, ma esaltante

 

chiedere ed offrire  il perdono, la riconciliazione, la pace!

 

RISURREZIONE

 

Anche questo termine può e dovrebbe interessare tutti.

Risorgere significa riprendere vita, speranza, voglia di ricominciare, di riprovare…

 

I cristiani hanno una visione ben chiara e sicura del termine, esso si riferisce alla risurrezione dalla morte di Gesù, annunciata e testimoniata.

Certamente è un atto di fede, però non campato in aria, sentimentalmente accettato, ma ancorato saldamente su coloro che da testimoni oculari hanno dato la vita per annunciare questo mistero sconvolgente.

 

Per chi non ci crede, ma spera sia così e per coloro che ritengono di poter relegare al mondo delle favole un simile avvenimento, per tutti la Pasqua sia un’occasione  da non perdere per rinnovare, rinsaldare i buoni sentimenti, lo slancio, i desideri di sconfiggere la stanchezza, l’apatia, la delusione e per rafforzare,  l’impegno familiare, politico sociale che non sempre possono essere considerati soddisfacenti.

 

Come l’incipiente primavera dà brio, una spinta, una carica al buon umore, al risveglio così questa festa traendo motivo da sorgenti, le più diverse, come la fede, le vacanze, la pausa, i doni, i regali… sia per tutti una

 

Risurrezione !

 

Appuntamenti della Comunità, nella Settimana Santa…

 

Lunedì:                    ore  10.00 – 12.00: Adorazione in cappella   

Martedì:                  ore  16.00 – 20.00: Adorazione in cappella

Mercoledì:               ore  20.30:  Riconciliazione comunitaria

Giovedì:                   ore  20.30:  Eucarestia “Della cena del Signore”

Venerdì:                   ore  15.00:  Azione liturgica della Croce

                                 ore  20.30:  Via Crucis (nel parco)

Sabato:                    ore  16.00 – 18.00: confessioni individuali

                                 ore  23.30:  Veglia Pasquale

Domenica:               ore  10.00:  Eucarestia di Pasqua

Lunedì’dell’angelo     ore  10.00:  Eucarestia

 

 

OFFERTA PER L’ATTIVITA’ PARROCCHIALE

 

La tua offerta pasquale, in busta chiusa, recapitata alla chiesa o nella cassetta della canonica o affidata a persona di fiducia, esprimerà la tua sensibilità e riconoscenza per quello che la parrocchia cerca di fare al meglio, per il nostro paese, Passons.

Raccolta Natale 2017: € 3.257,00.  (Natale 2016: € 5.360,00).  GRAZIE

 

Un sentimento di gratitudine e riconoscenza verso tutte le persone che nei vari gruppi o singolarmente, collaborano alle numerose attività parrocchiali come pure un sentito ringraziamento a coloro che nei vari gruppi, associazioni, movimenti presenti in Passons, rendono la nostra comunità religiosa e civile accogliente, impegnata, sensibile.

 

Possa diventare Passons il paese dove le persone, dai piccoli agli anziani, non comunicano tra di loro soltanto con il telefonino, a testa bassa, ma guardandosi negli occhi, stringendosi la mano, augurandosi una buona giornata!

 

BUONA PASQUA

 

 

 

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