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             PER COLORO CHE  AMANO   CONOSCERE – APPROFONDIRE – DISCUTERE   IL TESTO DEL VANGELO     OGNI LUNEDI’ - ORE 20.30... Read More... (Leggi Tutto)
Preghiamo con i Santi
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E' INIZIATO IL PERCORSO    Sono gli incontri per i bambini ed i ragazzi delle medie    Sabato: 15.00 - 16.30   e l'Animazione per elementari,... Read More... (Leggi Tutto)
Catechesi 2016-2017
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Convocazione domenicale
 Ogni domenica il Signore ti convoca al banchetto, insieme ai tuoi fratelli, non lasciare vuoto il tuo posto!           Read More... (Leggi Tutto)

 FESTA DELL'IMMACOLATA

E' una delle tante feste in onore della Madonna distribuite durante tutto l'Anno Liturgico.

Tuttavia non può dispiacere, tanto meno annoiare o "stuffare", un ricordo della Mamma. Cerchiamo quindi, di soffermarci un po' in preghiera e possibilmente, passare a trovarla insieme ai fratelli nelle celebrazione dell'eucarestia.

Noi ci saremo, non fare il fratello pigro, menefreghista, insensibile!

Anche noi, oltre che a Lei, farà tanto piacere vederti. Forse sarai un po' invecchiato, abbruttito dalle intemperie degli anni o ancora fresco di giovinezza, di salute e di voglia di sfondare. Comunque tu sia, ci farà piacere essere in tua compagnia.

Se non ci sarai, dicci almeno dove possiamo trovarti perché dobbiamo organizzare insieme l'accoglienza a Colui che è "generatore" della stessa madre, Gesù Cristo.

Questa festa in onore della Madonna, ci offre l'occasione per riflettere su un tema che parte da molto lontano e che coinvolge direttamente tutti noi.

Immacolata concezione. Niente a che vedere con il sesso. Il capitolo 3 della Genesi - il primo libro della Bibbia – parla, con immagini fantasiose, di un problema reale. Il male perché esiste?

Rimandandoti ad altre riflessioni, qui sunteggiamo in brevi parole. Il male ha origine nella non fiducia in Dio che traccia, per l'uomo, il sentiero sicuro tra trabocchetti e burroni e, come avviene spesso in montagna, l'uomo s'avventura fuori pista, alle volte con esiti fatali.

Così è stato all'origine. L'uomo non s'è fidato di Dio e ha travolto con sé tutti quelli che sono venuti all'esistenza dopo di lui. La colpa quindi, non è personale, ma le conseguenze sì.

Il padre ci ha messi sul treno sbagliato e noi stiamo navigando con perdita di tempo, denaro, energie, intralciandoci a vicenda...

La Madonna, unica creatura sulla terra, in funzione del ruolo che avrebbe avuto nella sua vita, è stata preservata da questo turbamento. Ciò Le ha permesso, illuminata dallo Spirito, di non inoltrarsi per sentieri sconosciuti, ma di seguire la strada maestra tracciata da Dio.

Questo, con parole semplici ed immagini alla portata di tutti, il senso di "Concezione immacolata".

A Lei quindi, possiamo rivolgerci con fiducia, per ritrovare la strada maestra, per uscire dalle sabbie mobili, cosa possibile soltanto stendendo la mano verso chi nelle sabbie mobili non c'è cascato!

Ora, sia che tu sia uscito dalle sabbie mobili o che tu stia ancora incamminato sul sentiero, sarai, come tutti noi, certamente affaticato, sudato, sporco, accalorato: ecco a disposizione il bagno della

 

RICONCILIAZIONE COMUNITARIA

Giovedì, 17, alle ore 20.30

 

e  a Natale, ci troveremo davanti alla grotta, tutti insieme puliti, profumati, rilassati, festanti!

Ore 20.30.   Ogni mercoledì: incontro con la Parola - Ogni giovedì: celebrazione eucaristica - Giovedì 17: Riconciliazione comunitaria.

RITIRO SPIRITUALE

 

Spieghiamo i due termini:

Ritiro, significa appartarsi, fermarsi per riflettere, pensare, fare un bilancio…

Spirituale, significa che riguarda lo spirito, l’anima, l’interiorità, il proprio rapporto con Dio..

 

Questo appartarsi, vista l’importanza della motivazione, non può essere breve, fatto per caso, pensando ancora alle faccende di casa, del lavoro, degli impegni quotidiani.

 

Noi cristiani, non siamo stati educati a questo e se abbiamo avuto qualche esperienza é in gioventù, in funzione della comunione, della cresima o dell’essere parte di qualche associazione.

 Madonna

Il ritiro, invece, dovrebbe essere una pratica naturale, da svolgersi alcune volte all’anno e per tutta la vita.

 

Basti pensare ai giocatori che si ritirano non per fare vacanza o contemplare la bellezza del luogo, o dell’hotel, ma per prepararsi a VINCERE !

 

VINCERE. Che bel verbo, che non comporta necessariamente competizione, imbroglio, sgambetto all’altro, ma che diviene volontà di superamento delle difficoltà, delle contraddizioni del carattere, della pigrizia intellettuale e morale della persona.

 

Che fortunati noi cristiani, sollecitati a questi momenti, invitati a queste occasioni, ma purtroppo in altre faccende affaccendati!

 

Quanti cristiani reputano la fede in Dio come palestra per il proprio progresso umano e spirituale? Quanti riconoscono la fortuna di un simile Allenatore?

 

Quanto è vera l’espressione triste di Gesù: “gli uomini sono come pecore senza pastore, alla mercé di mercenari i quali non hanno a cuore le pecore. Viene il lupo ed essi fuggono, invece di difenderle, perché a loro non interessa minimamente le pecore, ma il salario”.

 

Io sono il buon Pastore, ma le pecore preferiscono proposte più luccicanti, pascoli artificiali, acque sofisticate …

 

Tuttavia: 20Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”.Ap. 3.

 

Stimato lettore, se leggi questi appunti ed hai la fortuna di essere illuminato dallo Spirito, trova il tempo per rientrare in te stesso, per partecipare, ogniqualvolta ti viene offerta l’occasione.

 

Oggi, per moltissimi, forse anche per te, pur partecipando alle varie “cerimonie”, il Natale è ritornato ad essere la festa pagana del “Sol invictus”.

 

Perché ci sorge questo sospetto? Per il semplice fatto di osservare come tantissimi sono indaffarati a preparare addobbi, luci, presepi, - persino le Autorità civile riservano un budget per luminarie, musiche, zampogne, non parliamo poi dei commercianti…

MercatinoMentre la preparazione – la preghiera, la partecipazione all’eucarestia,  

la riconciliazione – per accogliere il Bambino, per molti non esiste proprio, per altri sembra ridursi al momento della Messa di mezzanotte o ad altre brevi riflessioni…

Sarà una conseguenza naturale poi, che all’Epifania, che tutte le feste porta via e tutto ciò che ad esse era collegato, ci risveglieremo alla realtà, il sogno avuto per una quindicina di giorni, di vivere in un mondo magico, pieno di illusioni, gesti di pace, di fratellanza, svanirà.

 

 

E  il Bambino? Quale Bambino? E l’accoglienza? Quale accoglienza?

 

Mi  auguro e prego perché non sia questa anche la tua situazione! Buon Avvento.

don Renato - parroco

AVVENTO

 

IN ATTESA DELLA VENUTA DEL SIGNORE !

 

 

1.    IMPEGNO PERSONALE

2.    IMPEGNO FAMILIARE

3.    IMPEGNO COMUNITARIO

 

a.     Partecipare alla riflessione-ritiro domenica 29 – ore 15.30 – 18.00

b.     partecipare all’eucarestia feriale con maggiore frequenza

c.      partecipare al commento al Vangelo del mercoledì,  ore 20.30

d.     partecipare all’eucarestia del giovedì – ore 20.30 – IN CAPPELLA

e.     partecipare alla riconciliazione comunitaria – giovedì 17, alle ore 20.30

 

 

La raccolta per i bisognosi, nei cesti della chiesa, si effettuerà per tutto l’Avvento.

 

 

VIENI, SIGNORE GESU’ – MARANATHA !

      Ottobre 2015

 

MISERICORDIA!

 

  

 Parola latina composta da miséreor “ho pietà” e cordis “del cuore”.     Sentimento per il quale la miseria altrui tocca il nostro cuore.

Il papa ha indetto l’anno della Misericordia, il giubileo della Misericordia. E’ un’occasione straordinaria per noi cristiani e per tutti gli uomini di buona volontà.

Riscoprire in noi la “virtù” della bontà, dell’aiuto, della compassione per chi ha più bisogno, per chi è più sfortunato di noi, può essere un bel programma per questo 2016, oramai alle porte. Misericordia é un sentimento di gratuità, che in casi eccezionali, sorge in ogni uomo, degno di tale nome. Tutti ci sentiamo vicini a coloro che sono colpiti dalle tragedie sia personali che comunitarie: guerre, attentati, alluvioni, terremoti, incidenti… Man mano però, che le cose si ridimensionano, o vengono ad oscurare i nostri interessi, tornaconti immediati o futuri, questo nobile sentimento si sfarina, si assottiglia e, nei peggiori dei casi, s’ecclissa del tutto.

 

DIO E’ MISERICORDIOSO

 

 

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Nel riaffacciarsi di polemiche e appassionate discussioni a favore o contro la Preghiera degli Alpini, letta nelle celebrazioni dei funerali, penso che la cosa migliore sia prima di tutto conoscere questa preghiera.

Preghiera dell'alpino

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi,
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.

 

Il contesto in cui questa preghiera è collocata è permeata da tale carica emotiva che dovrebbe toccare il cuore di ogni persona che la legge. Chi, in quelle situazioni reali e tragiche, non si sarebbe affidato a Dio per essere salvato dai pericoli così puntigliosamente descritti? Chi non avrebbe l’assillante pensiero alla famiglia angosciata e trepidante, rimasta nel paese lontano, con la probabilità di non essere più rivista? Chi non invocherebbe la grazia di poter tornare a casa? Ricordare a Dio perché sono lassù, a fare cosa, è quasi rafforzare la loro supplica. Invocare la benedizione sulle armi, sui battaglioni non vuol forse dire “vincere” per finire e presto tornare a casa? L’invocazione conclusiva alla Madonna chiude coerentemente il pressante ed unico pensiero: fa che possiamo riabbracciare le nostre famiglie. Chi può contrastare o entrare in polemica per questa preghiera se non un estraneo? uno seduto in poltrona che non ha niente da temere né da perdere?

Non è la preghiera il motivo del contendere, ma il mutato contesto in cui viene letta. Il defunto nella liturgia che si celebra, ha bisogno di preghiere di suffragio, di affidamento alla bontà del Padre per essere da lui accolto! La differenza, - non da poco - è che i primi pregavano per “tornare” nel secondo caso sono i vivi che pregano perché possa “andare” fiduciosamente tra le braccia del Padre. Questo è il vero motivo per cui le opinioni, le credenze, le sensibilità possono divergere e suscitare polemiche, dissapori, vivaci contrasti.

Renato Zuliani – Passons

 

 

 

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