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LASCIATEMI ANDARE IN PACE !

LASCIATEMI ANDARE IN PACE  !

 

 

Ciò che sto per scrivere potrebbe sembrare dettato da un cuore di pietra, insensibile ai sentimenti, indifferente al dolore di due poveri genitori, provati così duramente dalla morte del proprio figlio. A me sembra il contrario, è la compassione ...

 

verso il povero Giulio che ha subito una morte così tragica che non si augura neppure al più acerrimo dei nemici, che muove la mia penna e suggerisce di dire sommessamente ai genitori: “Lasciatelo andare, riposi in pace nel Signore! Se ci credete, altrimenti immaginatelo sereno navigare tra gli spazi siderali, lungo i sentieri fascinosi dell’infinito”. Mi sembra un tormento, un non lasciarlo tranquillo, quel farlo apparire troppo spesso, con la sua faccia limpida, sorridente, forse un po’ ingenua, ma certamente giovanile sui giornali, sui mas media, sui manifesti, sugli striscioni, usandolo secondo fini più o meno leciti e palesi.

Del resto non si può negare il diritto ai genitori di sapere, di conoscere, di scoprire almeno parzialmente la verità; chi e perché ha operato tutto questo? Allora, come mi espressi molto tempo addietro, sarà più utile seguire un altro percorso più sotterraneo, soft, diplomatico e non certo quello delle manifestazioni, delle apparizioni alla televisione, delle interviste. Si sa, quando una bestia è braccata o ferita diventa imprevedibile, pericolosa, vende cara la sua pelle, perciò alla fine, se pur qualche pesce risulterà impigliato nella rete, sarà sempre piccola cosa; quelli grossi, quelli smaliziati, quelli importanti, quelli che tirano le fila sono già in alto mare, in acque profonde, sicuri, ben protetti e spensierati. Quanto poi, ai nostri “Sorestants”, che fanno sentire la propria voce decisa e risoluta per giungere alla verità, un dubbio ci sorge spontaneo: incapaci di risolvere numerosi enigmi di casa nostra, sia del presente, sia del passato, ritengono forse più semplice risolvere quelli in casa altrui? Si sa per certo che correggere gli altri è più facile che correggere se stessi! Con rispetto e simpatia.

 don Renato Zuliani 

 

9 ottobre 2016

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