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Auguri

 

Buona Pasqua a tutti in qualsiasi parte del mondo voi vi troviate!

Risorgere significa rinascere, riprendere speranza, desiderio di cambiare, ricominciare, stravolgere,

progettare, osare, inventare, stupire, incantare…

Se fossi soltanto io a proporvi tutto questo sarebbe poca cosa, ma è Colui che ha vinto la cattiveria umana, l’ingratitudine, la derisione, la sconfitta, la morte. E’ Cristo risorto!

Fidiamoci e lasciamoci risucchiare dalla forza travolgente dello Spirito che farà, di noi e attraverso di noi, cose grandi, meravigliose.

Ognuno s’aggiunga poi, l’augurio che più gli sta a cuore. In sincera amicizia e gratitudine, don Renato.

 

Passons, 2018

 

Giovedì Santo 2018

20Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: 21perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. Mt. 17, 20-21

 

       

Carissimi, mettiamo in campo la nostra fantasia e sostituiamo chi era presente nel cenacolo con il volto di ognuno di noi. Sì, perché così ha detto Lui. Io prego anche per coloro che nel 2018, nella chiesa di Passons, si riuniranno per celebrare questo memoriale del mio congedo dal mondo. Ci rendiamo conto di tutto questo o siamo qui per una passeggiata notturna, un avvenimento tradizionale, una nostalgia infantile?

Possiamo essere indifferenti, svogliati, distratti, col pensiero alle cose lasciate a casa o ad altri appuntamenti mancati? Gesù non solo ti ha presente davanti ai suoi occhi, ma ti porta nel cuore. E’ interessato a te, a noi! Prega perché diventiamo una comunità in cui ognuno si sforza di entrare in simpatia con gli altri per scandalizzare il mondo che viaggia su altri principi.

Simpatia è una parola che deriva dal greco e significa “patire con”. Nel nostro caso, interessarsi, entusiasmarsi, collaborare, aderire… con gli altri nel progetto di Gesù.

L’immagine del corpo e delle varie membra che lo compongono rende molto bene quest’idea.

La mano non può andare per conto suo, il braccio non può essere staccato dal tronco…

Scegliendo liberamente Gesù, non possiamo essere un corpo che non risponde all’unità, che non collabora tra le diverse membra per la salute, l’efficienza, l’armonia.

Gesù prega perché ciò avvenga in noi e tra di noi.

Che differenza con l’impostazione della nostra fede!

In questa notte santa, misteriosa, velata di tristezza per quello che sta per accadere, non possiamo, almeno per questa sera, continuare a scusarci e a scusare… “i tempi sono cambiati, la gente non è più quella, la società ci mette i bastoni tra le ruote, i nostri figli hanno mille problemi, i principi non tengono più, i valori sono pressoché sconosciuti, vale l’immediato, quello che si può consumare subito…”.

No, cari fratelli, piangiamo almeno per questa sera con Lui. Perché non siano lacrime di coccodrillo, promettiamo seriamente che non ce ne andremo dalla chiesa prima di aver deciso di invertire la rotta. La strada sarà lunga, faticosa, contornata di sconfitte, di scoraggiamenti, ma faremo come ha fatto Lui, ad ogni caduta cercheremo – forse anche con l’aiuto di qualche buon Cireneo – di risollevarci ogni volta, fino ad arrivare alla meta che lui ha stabilito per ognuno di noi.

Ricordiamo Pietro, anche lui ha promesso, ma sono bastate alcune ore per rinnegare tutto!

 

Qui entra in campo la riflessione su un secondo argomento fondamentale: 26Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, lo diede ai discepoli e disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». 27Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati». Mt. 26.

 

Quando Gesù prega perché anche noi siamo in un rapporto tra di noi come il suo con il Padre, ci offre gli strumenti per tentare quest’ardua impresa: “Prendete e mangiate, prendete e bevete”.

Purtroppo il diavolo – quant’è furbo questo diavolo e quanto opera facilmente tuttora in mezzo a noi – ha fatto sì che il discorso si spostasse a livello teologico. E’ divenuto il pane della manna, il pane dell’unità, il pane degli angeli, il pane della perfezione, il pane da non toccare, il pane da adorare…

In questo modo, solvo casi esemplari, edificanti, incoraggianti… molti di noi cristiani siamo diventati anemici, rachitici, incapaci di testimonianze coraggiose, decise, che suscitano stupore ed ammirazione.

 

Riscopriamo la bellezza, l’onore, la fortuna, il privilegio di essere chiamati a far parte della squadra di Gesù, non intralciamoci tra di noi, ma sorretti dallo Spirito, rinfrancati dal pane mangiato, diventiamo quel manipolo di cui Gesù ha bisogno nel mondo, ma nello specifico, per la nostra comunità di Passons.

 

Persone che s’impegnano, patiscono, lottano per i propri ideali ne scopriamo sia nel mondo sia nel nostro paese. Possibile che in noi cristiani non ci sia un sussulto d’orgoglio per gareggiare in una testimonianza, un annuncio, una proposta di vita?

 

Grazie, Signore, che anche in questa notte misteriosa, ci dai una scossa. Sentiremo domani: “ Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli». Lc. 23.

 

Incoraggiati e rinfrancati ci prepareremo, nella Pentecoste, a ricevere lo Spirito che farà di noi quello che, come ogni buon padre sogna per il figlio, Tu t’aspetti di ciascuno e di tutti insieme. fino In questo modo, alla fine ci dirai, ne siamo certi:

 

“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo”. Mt. 25

 

GRAZIE, SIGNORE!

 

 

Don Renato

Messa della Cena del Signore - 2018

Buona Pasqua

Stimatissimi collaboratori parrocchiali, vi giunga il più cordiale e sentito augurio di Buona Pasqua.

Pasqua, voi tutti lo sapete, significa passaggio. Il passaggio può essere facile, stretto, difficoltoso, pericoloso… comunque, lo si fa perché si desidera andare oltre. Questo vi auguro: andare oltre, verso il meglio, il più, l’ardito. Ognuno di noi ha un percorso particolare e quindi, chi meglio di noi sa qual è la sua soglia da varcare, l’incertezza da superare, la pigrizia da vincere, la presunzione da ammansire…

In tutti questi anni, nella nostra formazione, aggiornamento, approfondimento spirituale abbiamo cercato con insistenza, di comprendere che Gesù di Nazareth è una persona seria, matura, intelligente, comprensiva ed esigente. Un Dio non si fa uomo per fare una passeggiata! Se si scomoda è perché ci vuol bene ed ha qualcosa da dirci d’interessante e per il nostro meglio.

Quest’aspetto porta con sé due conseguenze. La prima ci libera da tutte quelle cianfrusaglie di orpelli, regolette, tradizioni, fioretti, peccatucci che spesso concentrano tutta la nostra attenzione. Lui certamente non si perde in queste pastoie che non aiutano né noi né danno soddisfazione a Lui come nostro Padre e Fratello. La seconda, molto più impegnativa, esige da noi un comportamento da persone mature, coscienti, responsabili, preparate a testimoniare, in un mondo sempre più distratto, un modo di vivere dignitoso, sereno, grato entusiasta. In questo senso, come difficilmente s’ingannano la moglie o il marito o i figli - salvo che non si viva in perenne innamoramento, infatuazione, poesia -, poiché al volo sono in grado di riconoscere la verità dei sentimenti, la finzione, la superficialità, la routine… così davanti a Dio non si può bleffare, Lui che sa, ancor prima che apriamo la bocca, quel che vogliamo dire!

Aiutiamoci a non giocare a nascondino con Lui. Se ci propone qualcosa, possiamo immaginare che si diverta a caricarci d’impegni? Se ci comanda di mettere sempre Lui al primo posto, possiamo pensare che sia un egoista, un narcisista?

Stimati collaboratori, è la “fiducia in Lui” la chiave della soluzione. E’ poca, passeggerà, altalenante, interessata, grande, incondizionata, incrollabile, ben fondata? Dalla risposta, comprenderemo meglio il perché del nostro comportamento di vita.

Il trovarci insieme, mercoledì santo, per celebrare il sacramento della riconciliazione, sarà una dimostrazione concreta che riconosciamo di aver trattenuto per noi, la nostra persona, le nostre cose quel tempo che, se dedicato a Lui, lo ritroveremmo moltiplicato, centuplicato.

Comprendere questo è una grazia, una fortuna come innamorarsi, amare una persona umana. Diversamente lo sentiremo come un obbligo, qualcosa da eludere, accampando mille scuse,  paragoni, confronti i più impensati, nel tentativo di giustificarci, illuderci, assolverci.

Fidatevi, fidiamoci, e buon “passaggio”!

Il più bel grazie per la vostra, la nostra collaborazione è quello di sapere che stiamo lavorando per Lui e, se per Lui, è certamente anche per ognuno di noi.

 

Sentiamoci missionari nel far vivere insieme, familiari ed amici, una vera settimana santa!

Don Renato

 

VIOLENZA O NON VIOLENZA

FASCISTI e ANTIFASCISTI O VIOLENTI e NON VIOLENTI?

 

Come il succedersi delle stagioni, così di tanto in tanto, prendendo spunto da fatti che realmente accadono, si accende la polemica tra fascisti ed antifascisti schierandosi pro o contro secondo i propri sentimenti e la personale formazione. Se abbandonassimo queste due etichette ed assumessimo una terminologia più vera, utile ed attuale, forse faremmo un servizio maggiore alla società e a noi stessi, sentendoci coinvolti un po’ tutti.

Violenti e pacifici, antidemocratici e democratici, superbi prepotenti, sprezzanti, rozzi o dialoganti, sensibili, riflessivi, accomodanti, queste sono le due alternative. Diversamente innalzeremo soltanto delle barricate, addossando agli altri le colpe di un agire che certamente non fa onore all’uomo.

Uno che picchia, che sfascia, che distrugge con gesti o parole sia per le strade, sulle piazze, o in casa, in famiglia è semplicemente un “violento”, non è né di destra né di sinistra né di centro. E’, ahimè, uno che usa e usa male, soltanto alcune facoltà che l’essere umano possiede e non certo le più nobili ed elevate. La violenza non è nata nel secolo passato, purtroppo accompagna l’uomo da tempi immemorabili! Sarebbe meglio unirci per far emergere le potenzialità positive, eccelse che tutti gli uomini possiedono, ma che in alcuni forse sono soffocate da esperienze negative, impreparazione, traumi subiti, o amore al disimpegno, alle cose facili, alle mete comunque e a qualsiasi costo da raggiungere. Un tempo, Uno, con pochi seguaci, ci ha provato, ma il suo lavoro, per il momento, ha dato scarsi risultati. Se ci unissimo a Lui, accantonando tanti proclami altisonanti, condanne e dubbie prese di distanza, quel sole di speranza, spuntato all’orizzonte tanto tempo fa, potrebbe guadagnare qualche grado verso lo zenit!

Renato Zuliani

Ai collaboratori

PER VOI DEL CONSIGLIO PASTORALE

Stimati Consiglieri, la mia partenza verso le alte sfere è stata rimandata, siano rese grazie a Dio! Vi giunga l’augurio più sentito e sincero per un periodo quaresimale dove ognuno si sforza di dedicare più spazio a Dio e tempo per la comunità. Noi dovremmo essere più degli altri “luce e sale” visto il ruolo che ricopriamo. Sentitelo non come un peso, ma come un’occasione per mettere a disposizione le vostre capacità personali. Siate orgogliosi, non lasciatevi trascinare! Possa la Comunità avvertire la vostra presenza e la visibilità soprattutto in questo tempo, nelle celebrazioni e nelle varie iniziative in preparazione alla Pasqua. In questo servizio non ci sono ruoli primari e secondari, ma tutti siamo primi attori. Se per i fedeli è puntiglio la puntualità, per voi sia il quarto d’ora, l’orgoglio dell’esserci! Siate fiduciosi nell’aiuto del Signore e non lasciatevi sopraffare soltanto dagli impegni umani. Dedicare, sottrarre tempo a se stessi per dedicarlo a Dio ed agli altri non è mai perso. Ciò lo si capirà quando il tempo non ci sarà più. Siate missionari con tatto e prudenza, anche nella vostra famiglia e tra gli amici.

Vi ricordo gli impegni della comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Missionarietà in famiglia, tra gli amici
  3. Eucarestia del giovedì
  4. Riconciliazione di mercoledì, 28 marzo.

Volete essere perfetti? Lunedì, 20.30, vangelo.

Il Signore vi benedica e ci benedica.

Don Renato

 

PER VOI CATECHISTI

Stimati Catechisti, vi giunga il mio più cordiale saluto. Sembra che la mia partenza verso le alte sfere sia rinviata! Vi auguro un periodo quaresimale intenso nello spirito. Sappiate che tutto quello che sottraete a voi, per Dio e per gli altri, non è mai perso. Ripensate al vostro ruolo nella comunità. E’ una grazia che Dio vi offre. Migliorate il vostro atteggiamento nei confronti di Dio e degli altri, in primo luogo verso i familiari. La perfezione è un traguardo lontano per tutti. Pregate per i vostri bambini ed i loro genitori. Affidateli allo Spirito, il resto lo farà Lui.

Durante il periodo che dedicate a questo servizio, sentitevi parte importante della comunità, portatene il peso, ma anche la gioia che proviene dal profondo, sapendo che in questo modo collaborate con il Signore. Siate catechisti, con tatto e prudenza, anche per la vostra famiglia ed i vostri amici. Il Signore si faccia sentire, incontrare e sarà tutto più facile.

Ricordo gli impegni della Comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Missionarietà in famiglia
  3. Eucarestia del giovedì
  4. Riconciliazione comunitaria di mercoledì, 28 marzo.

Buona quaresima.

Don Renato

 

PER VOI ANIMATORI

 

Stimati Animatori, vi auguro ogni bene e serenità. Vi invito ad approfittare di questo tempo prezioso che è la quaresima, per riflettere sulla vostra condotta di vita, in un’età di formazione molto importante. State ponendo le basi ed attrezzandovi per l’avvenire. Siate saggi come dice il Signore: 24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Mt. 7

Ognuno di voi, in base all’età e all’esperienza, sia o divenga saggio, anche se questo costa fatica ed impegno. Dedicate ogni giorno un po’ di tempo alla preghiera, frequentate le celebrazioni anche quando la negligenza, la pigrizia vi consiglierebbero il contrario. Ricordatevi che tutto ciò che riuscirete a fare è un patrimonio vostro non un piacere a Dio o al parroco o ai genitori.

Sappiate che il demonio è intelligente e furbo! Tutto quello che non fate per le motivazioni sopra dette, è una vittoria per lui ed una sconfitta per voi.

Intelligenti, pauca! Buona quaresima.

A proposito, una “visitatina” al parroco, di tanto in tanto, non sarebbe un’occasione da buttare.

Ricordo gli impegni di tutta la comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Un pensiero, una chiacchierata, un invito allo spirituale in famiglia
  3. La riconciliazione comunitaria di mercoledì, 28 marzo

Spero che pensando a voi singolarmente, possa dire di ciascuno: “Veramente vale! E’ persona di cui ci si può fidare!”

Don Renato

 

BUONA ED IMPEGNATA QUARESIMA PER TUTTI

 

 

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