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Buona Pasqua

Stimatissimi collaboratori parrocchiali, vi giunga il più cordiale e sentito augurio di Buona Pasqua.

Pasqua, voi tutti lo sapete, significa passaggio. Il passaggio può essere facile, stretto, difficoltoso, pericoloso… comunque, lo si fa perché si desidera andare oltre. Questo vi auguro: andare oltre, verso il meglio, il più, l’ardito. Ognuno di noi ha un percorso particolare e quindi, chi meglio di noi sa qual è la sua soglia da varcare, l’incertezza da superare, la pigrizia da vincere, la presunzione da ammansire…

In tutti questi anni, nella nostra formazione, aggiornamento, approfondimento spirituale abbiamo cercato con insistenza, di comprendere che Gesù di Nazareth è una persona seria, matura, intelligente, comprensiva ed esigente. Un Dio non si fa uomo per fare una passeggiata! Se si scomoda è perché ci vuol bene ed ha qualcosa da dirci d’interessante e per il nostro meglio.

Quest’aspetto porta con sé due conseguenze. La prima ci libera da tutte quelle cianfrusaglie di orpelli, regolette, tradizioni, fioretti, peccatucci che spesso concentrano tutta la nostra attenzione. Lui certamente non si perde in queste pastoie che non aiutano né noi né danno soddisfazione a Lui come nostro Padre e Fratello. La seconda, molto più impegnativa, esige da noi un comportamento da persone mature, coscienti, responsabili, preparate a testimoniare, in un mondo sempre più distratto, un modo di vivere dignitoso, sereno, grato entusiasta. In questo senso, come difficilmente s’ingannano la moglie o il marito o i figli - salvo che non si viva in perenne innamoramento, infatuazione, poesia -, poiché al volo sono in grado di riconoscere la verità dei sentimenti, la finzione, la superficialità, la routine… così davanti a Dio non si può bleffare, Lui che sa, ancor prima che apriamo la bocca, quel che vogliamo dire!

Aiutiamoci a non giocare a nascondino con Lui. Se ci propone qualcosa, possiamo immaginare che si diverta a caricarci d’impegni? Se ci comanda di mettere sempre Lui al primo posto, possiamo pensare che sia un egoista, un narcisista?

Stimati collaboratori, è la “fiducia in Lui” la chiave della soluzione. E’ poca, passeggerà, altalenante, interessata, grande, incondizionata, incrollabile, ben fondata? Dalla risposta, comprenderemo meglio il perché del nostro comportamento di vita.

Il trovarci insieme, mercoledì santo, per celebrare il sacramento della riconciliazione, sarà una dimostrazione concreta che riconosciamo di aver trattenuto per noi, la nostra persona, le nostre cose quel tempo che, se dedicato a Lui, lo ritroveremmo moltiplicato, centuplicato.

Comprendere questo è una grazia, una fortuna come innamorarsi, amare una persona umana. Diversamente lo sentiremo come un obbligo, qualcosa da eludere, accampando mille scuse,  paragoni, confronti i più impensati, nel tentativo di giustificarci, illuderci, assolverci.

Fidatevi, fidiamoci, e buon “passaggio”!

Il più bel grazie per la vostra, la nostra collaborazione è quello di sapere che stiamo lavorando per Lui e, se per Lui, è certamente anche per ognuno di noi.

 

Sentiamoci missionari nel far vivere insieme, familiari ed amici, una vera settimana santa!

Don Renato

 

VIOLENZA O NON VIOLENZA

FASCISTI e ANTIFASCISTI O VIOLENTI e NON VIOLENTI?

 

Come il succedersi delle stagioni, così di tanto in tanto, prendendo spunto da fatti che realmente accadono, si accende la polemica tra fascisti ed antifascisti schierandosi pro o contro secondo i propri sentimenti e la personale formazione. Se abbandonassimo queste due etichette ed assumessimo una terminologia più vera, utile ed attuale, forse faremmo un servizio maggiore alla società e a noi stessi, sentendoci coinvolti un po’ tutti.

Violenti e pacifici, antidemocratici e democratici, superbi prepotenti, sprezzanti, rozzi o dialoganti, sensibili, riflessivi, accomodanti, queste sono le due alternative. Diversamente innalzeremo soltanto delle barricate, addossando agli altri le colpe di un agire che certamente non fa onore all’uomo.

Uno che picchia, che sfascia, che distrugge con gesti o parole sia per le strade, sulle piazze, o in casa, in famiglia è semplicemente un “violento”, non è né di destra né di sinistra né di centro. E’, ahimè, uno che usa e usa male, soltanto alcune facoltà che l’essere umano possiede e non certo le più nobili ed elevate. La violenza non è nata nel secolo passato, purtroppo accompagna l’uomo da tempi immemorabili! Sarebbe meglio unirci per far emergere le potenzialità positive, eccelse che tutti gli uomini possiedono, ma che in alcuni forse sono soffocate da esperienze negative, impreparazione, traumi subiti, o amore al disimpegno, alle cose facili, alle mete comunque e a qualsiasi costo da raggiungere. Un tempo, Uno, con pochi seguaci, ci ha provato, ma il suo lavoro, per il momento, ha dato scarsi risultati. Se ci unissimo a Lui, accantonando tanti proclami altisonanti, condanne e dubbie prese di distanza, quel sole di speranza, spuntato all’orizzonte tanto tempo fa, potrebbe guadagnare qualche grado verso lo zenit!

Renato Zuliani

Ai collaboratori

PER VOI DEL CONSIGLIO PASTORALE

Stimati Consiglieri, la mia partenza verso le alte sfere è stata rimandata, siano rese grazie a Dio! Vi giunga l’augurio più sentito e sincero per un periodo quaresimale dove ognuno si sforza di dedicare più spazio a Dio e tempo per la comunità. Noi dovremmo essere più degli altri “luce e sale” visto il ruolo che ricopriamo. Sentitelo non come un peso, ma come un’occasione per mettere a disposizione le vostre capacità personali. Siate orgogliosi, non lasciatevi trascinare! Possa la Comunità avvertire la vostra presenza e la visibilità soprattutto in questo tempo, nelle celebrazioni e nelle varie iniziative in preparazione alla Pasqua. In questo servizio non ci sono ruoli primari e secondari, ma tutti siamo primi attori. Se per i fedeli è puntiglio la puntualità, per voi sia il quarto d’ora, l’orgoglio dell’esserci! Siate fiduciosi nell’aiuto del Signore e non lasciatevi sopraffare soltanto dagli impegni umani. Dedicare, sottrarre tempo a se stessi per dedicarlo a Dio ed agli altri non è mai perso. Ciò lo si capirà quando il tempo non ci sarà più. Siate missionari con tatto e prudenza, anche nella vostra famiglia e tra gli amici.

Vi ricordo gli impegni della comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Missionarietà in famiglia, tra gli amici
  3. Eucarestia del giovedì
  4. Riconciliazione di mercoledì, 28 marzo.

Volete essere perfetti? Lunedì, 20.30, vangelo.

Il Signore vi benedica e ci benedica.

Don Renato

 

PER VOI CATECHISTI

Stimati Catechisti, vi giunga il mio più cordiale saluto. Sembra che la mia partenza verso le alte sfere sia rinviata! Vi auguro un periodo quaresimale intenso nello spirito. Sappiate che tutto quello che sottraete a voi, per Dio e per gli altri, non è mai perso. Ripensate al vostro ruolo nella comunità. E’ una grazia che Dio vi offre. Migliorate il vostro atteggiamento nei confronti di Dio e degli altri, in primo luogo verso i familiari. La perfezione è un traguardo lontano per tutti. Pregate per i vostri bambini ed i loro genitori. Affidateli allo Spirito, il resto lo farà Lui.

Durante il periodo che dedicate a questo servizio, sentitevi parte importante della comunità, portatene il peso, ma anche la gioia che proviene dal profondo, sapendo che in questo modo collaborate con il Signore. Siate catechisti, con tatto e prudenza, anche per la vostra famiglia ed i vostri amici. Il Signore si faccia sentire, incontrare e sarà tutto più facile.

Ricordo gli impegni della Comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Missionarietà in famiglia
  3. Eucarestia del giovedì
  4. Riconciliazione comunitaria di mercoledì, 28 marzo.

Buona quaresima.

Don Renato

 

PER VOI ANIMATORI

 

Stimati Animatori, vi auguro ogni bene e serenità. Vi invito ad approfittare di questo tempo prezioso che è la quaresima, per riflettere sulla vostra condotta di vita, in un’età di formazione molto importante. State ponendo le basi ed attrezzandovi per l’avvenire. Siate saggi come dice il Signore: 24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Mt. 7

Ognuno di voi, in base all’età e all’esperienza, sia o divenga saggio, anche se questo costa fatica ed impegno. Dedicate ogni giorno un po’ di tempo alla preghiera, frequentate le celebrazioni anche quando la negligenza, la pigrizia vi consiglierebbero il contrario. Ricordatevi che tutto ciò che riuscirete a fare è un patrimonio vostro non un piacere a Dio o al parroco o ai genitori.

Sappiate che il demonio è intelligente e furbo! Tutto quello che non fate per le motivazioni sopra dette, è una vittoria per lui ed una sconfitta per voi.

Intelligenti, pauca! Buona quaresima.

A proposito, una “visitatina” al parroco, di tanto in tanto, non sarebbe un’occasione da buttare.

Ricordo gli impegni di tutta la comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Un pensiero, una chiacchierata, un invito allo spirituale in famiglia
  3. La riconciliazione comunitaria di mercoledì, 28 marzo

Spero che pensando a voi singolarmente, possa dire di ciascuno: “Veramente vale! E’ persona di cui ci si può fidare!”

Don Renato

 

BUONA ED IMPEGNATA QUARESIMA PER TUTTI

 

 

Di chi è la vita?

Di chi è la vita?

Di tanto in tanto, in base a situazioni delicate o imprevedibili che si presentano alla cronaca, si legge sui giornali o si sente pronunciare questo slogan: “La vita è mia e la gestisco come voglio io!”

Bella affermazione, accattivante che riscuote il plauso di tanti, soprattutto di chi si professa moderno, laico, libero da schemi, convinzioni religiose o sociali. E’ proprio vero che la vita è esclusivamente mia e nessuno deve intromettersi in essa o nelle scelte personali? A ben pensarci il problema è più complesso di quanto sembri. Prima di tutto la vita è un dono. Sono venuto al mondo senza il mio consenso. Nessuno compra la propria esistenza anzi fino ad un certo tempo essa dipende esclusivamente da altri, come pure se accidentalmente per un breve o lungo periodo, si è impediti nello svolgere le funzioni più elementari quali il mangiare, muoversi, badare a se stessi. C’è però un problema molto più profondo che ci deve far riflettere, esso consiste nelle relazioni umane, affettive, intellettuali, sociali che ci legano gli uni agli altri. La persona si muove e si realizza in un contesto di do e ricevo, aiuto e sono aiutato, dono felicità e ricevo felicità come pure al contrario, diviene soggetto ed oggetto di contrasto, sofferenza, inciampo. Qualsiasi decisione, salvo che non si viva in una foresta, isolati dal mondo, - anche in questo caso s’interagisce con l’ambiente, - coinvolge altre persone, altre sensibilità di cui bisogna tener conto e che non si possono ignorare. Quanti sorrisi o quante lacrime nell’arrivare o nell’andarsene si suscitano negli altri o gli altri provocano in noi? Il discorso potrebbe svilupparsi ancora a lungo, ma penso sia sufficiente per avviare una riflessione personale più puntuale e approfondita. Il problema diventa serio, difficile, apparentemente senza via d’uscita, quando si prendono in considerazione le situazioni più estreme che la vita ci pone davanti. Prepotente, imperante allora si affaccia la tentazione di scappare, di sopprimere il problema! Scappare però non è una soluzione è semplicemente offrire la vittoria all’avversario. Qui si gioca la grandezza dell’uomo, della sua intelligenza, razionalità, affettività. Studiare, cercare, inventare perché la vita possa essere vissuta dignitosamente da tutti, ben sapendo che molte cause della sofferenza, delle malattie, delle paure, delle ingiustizie sono provocate dal nostro stile di vita, dal nostro egoismo, dall’uso dissennato della natura. Sarà compito proprio dell’uomo in grado di comprendere tutto ciò, ma apparentemente senza la forza sufficiente per reagire, di invertire la rotta, di intraprendere strade coraggiose, difficili, impopolari. Divellere paletti, lampeggianti, segnali di pericolo non sono facilitare, rendere più sicura, agevole, spensierata, inebriante la corsa dell’automobilista, ma probabilmente facilitarne l’incidente, l’uscita di strada, la catastrofe. Arrendersi alla difficoltà, alla sfida di fronte a tutto ciò che è ancora incompreso, sconosciuto, nemico dell’uomo non è da persone che collaborano al completamento del creato né sulla scia di coloro che per secoli hanno saputo superare difficoltà indicibili a favore e con beneficio di tutta l’umanità.

Sia l’orgoglio di questa nostra generazione passare alla storia come coloro che hanno rifiutato di scegliere le soluzioni più facili, meno impegnative, in discesa. “Finalmente siamo diventati una nazione civile, alla pari con le più evolute, col resto dell’Europa!” Civile ed evoluta in che?  Ritornello ripetuto a ogni piè sospinto, tutte le volte che si oltrepassa un limite, si supera una riga, si brucia uno stop, posti dall’uomo a difesa - per paura o ignoranza o lungimiranza o saggezza? - di ciò che potrebbe rivelarsi, a lungo andare, negativo o nefasto per l’umanità. Sapendo che ogni discesa, prima o poi, raggiungerà il suo limite e che da esso sarà gioco forza riprendere la risalita, per non lasciare questa fatica esclusivamente a chi verrà, se iniziassimo già da ora la frenata e, invertendo la direzione di marcia, intraprendessimo la risalita, oltre che rendere più agevole e meno gravoso il cammino per i posteri, sarebbe pure un segno certo e sicuro per poterci definire una nazione civile ed evoluta!

Renato Zuliani – Passons

 

2018

Alcuni verbi per chi vuol vivere bene il 2018 o, meglio ancora, per chi s’incammina sulla via della saggezza:

 

 

                                                 

 

 
    venire - cercare - vedere - contemplare

stare
                                             

Sarà per tutti più facile dire: credo

Sarà più complicato dire: non credo

Sarà come avere un sassolino nella scarpa dire: sono agnostico

 

Questi verbi coniugati in tutti i modi e in tutti i tempi, pur sperduto nell’infinito, non ti lasceranno

smarrito, attonito, ansioso… Lo incontrerai, perché sarà Lui a cercarti!

 

Un esempio lo troviamo nei Magi – venuti a cercare, vedere, trovare, contemplare – se fossero

rimasti in Oriente, non avrebbero mai incontrato Colui che si è fatto uno di noi proprio per darci

una mano, una pacca sulla spalla e incoraggiarci a camminare con lena verso quell’infinito,

impossibile per il momento da descrivere, ma che ci riserverà certamente sorprese inenarrabili.

Buon Anno!

 

A proposito un saluto ed un augurio a tutti quelli che visitano questo sito e, se possibile, è

gradito ricevere un riscontro, un cenno, un commento, una critica, una lode! su: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

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