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Ai collaboratori

PER VOI DEL CONSIGLIO PASTORALE

Stimati Consiglieri, la mia partenza verso le alte sfere è stata rimandata, siano rese grazie a Dio! Vi giunga l’augurio più sentito e sincero per un periodo quaresimale dove ognuno si sforza di dedicare più spazio a Dio e tempo per la comunità. Noi dovremmo essere più degli altri “luce e sale” visto il ruolo che ricopriamo. Sentitelo non come un peso, ma come un’occasione per mettere a disposizione le vostre capacità personali. Siate orgogliosi, non lasciatevi trascinare! Possa la Comunità avvertire la vostra presenza e la visibilità soprattutto in questo tempo, nelle celebrazioni e nelle varie iniziative in preparazione alla Pasqua. In questo servizio non ci sono ruoli primari e secondari, ma tutti siamo primi attori. Se per i fedeli è puntiglio la puntualità, per voi sia il quarto d’ora, l’orgoglio dell’esserci! Siate fiduciosi nell’aiuto del Signore e non lasciatevi sopraffare soltanto dagli impegni umani. Dedicare, sottrarre tempo a se stessi per dedicarlo a Dio ed agli altri non è mai perso. Ciò lo si capirà quando il tempo non ci sarà più. Siate missionari con tatto e prudenza, anche nella vostra famiglia e tra gli amici.

Vi ricordo gli impegni della comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Missionarietà in famiglia, tra gli amici
  3. Eucarestia del giovedì
  4. Riconciliazione di mercoledì, 28 marzo.

Volete essere perfetti? Lunedì, 20.30, vangelo.

Il Signore vi benedica e ci benedica.

Don Renato

 

PER VOI CATECHISTI

Stimati Catechisti, vi giunga il mio più cordiale saluto. Sembra che la mia partenza verso le alte sfere sia rinviata! Vi auguro un periodo quaresimale intenso nello spirito. Sappiate che tutto quello che sottraete a voi, per Dio e per gli altri, non è mai perso. Ripensate al vostro ruolo nella comunità. E’ una grazia che Dio vi offre. Migliorate il vostro atteggiamento nei confronti di Dio e degli altri, in primo luogo verso i familiari. La perfezione è un traguardo lontano per tutti. Pregate per i vostri bambini ed i loro genitori. Affidateli allo Spirito, il resto lo farà Lui.

Durante il periodo che dedicate a questo servizio, sentitevi parte importante della comunità, portatene il peso, ma anche la gioia che proviene dal profondo, sapendo che in questo modo collaborate con il Signore. Siate catechisti, con tatto e prudenza, anche per la vostra famiglia ed i vostri amici. Il Signore si faccia sentire, incontrare e sarà tutto più facile.

Ricordo gli impegni della Comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Missionarietà in famiglia
  3. Eucarestia del giovedì
  4. Riconciliazione comunitaria di mercoledì, 28 marzo.

Buona quaresima.

Don Renato

 

PER VOI ANIMATORI

 

Stimati Animatori, vi auguro ogni bene e serenità. Vi invito ad approfittare di questo tempo prezioso che è la quaresima, per riflettere sulla vostra condotta di vita, in un’età di formazione molto importante. State ponendo le basi ed attrezzandovi per l’avvenire. Siate saggi come dice il Signore: 24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Mt. 7

Ognuno di voi, in base all’età e all’esperienza, sia o divenga saggio, anche se questo costa fatica ed impegno. Dedicate ogni giorno un po’ di tempo alla preghiera, frequentate le celebrazioni anche quando la negligenza, la pigrizia vi consiglierebbero il contrario. Ricordatevi che tutto ciò che riuscirete a fare è un patrimonio vostro non un piacere a Dio o al parroco o ai genitori.

Sappiate che il demonio è intelligente e furbo! Tutto quello che non fate per le motivazioni sopra dette, è una vittoria per lui ed una sconfitta per voi.

Intelligenti, pauca! Buona quaresima.

A proposito, una “visitatina” al parroco, di tanto in tanto, non sarebbe un’occasione da buttare.

Ricordo gli impegni di tutta la comunità.

  1. Riflessione personale
  2. Un pensiero, una chiacchierata, un invito allo spirituale in famiglia
  3. La riconciliazione comunitaria di mercoledì, 28 marzo

Spero che pensando a voi singolarmente, possa dire di ciascuno: “Veramente vale! E’ persona di cui ci si può fidare!”

Don Renato

 

BUONA ED IMPEGNATA QUARESIMA PER TUTTI

 

 

Di chi è la vita?

Di chi è la vita?

Di tanto in tanto, in base a situazioni delicate o imprevedibili che si presentano alla cronaca, si legge sui giornali o si sente pronunciare questo slogan: “La vita è mia e la gestisco come voglio io!”

Bella affermazione, accattivante che riscuote il plauso di tanti, soprattutto di chi si professa moderno, laico, libero da schemi, convinzioni religiose o sociali. E’ proprio vero che la vita è esclusivamente mia e nessuno deve intromettersi in essa o nelle scelte personali? A ben pensarci il problema è più complesso di quanto sembri. Prima di tutto la vita è un dono. Sono venuto al mondo senza il mio consenso. Nessuno compra la propria esistenza anzi fino ad un certo tempo essa dipende esclusivamente da altri, come pure se accidentalmente per un breve o lungo periodo, si è impediti nello svolgere le funzioni più elementari quali il mangiare, muoversi, badare a se stessi. C’è però un problema molto più profondo che ci deve far riflettere, esso consiste nelle relazioni umane, affettive, intellettuali, sociali che ci legano gli uni agli altri. La persona si muove e si realizza in un contesto di do e ricevo, aiuto e sono aiutato, dono felicità e ricevo felicità come pure al contrario, diviene soggetto ed oggetto di contrasto, sofferenza, inciampo. Qualsiasi decisione, salvo che non si viva in una foresta, isolati dal mondo, - anche in questo caso s’interagisce con l’ambiente, - coinvolge altre persone, altre sensibilità di cui bisogna tener conto e che non si possono ignorare. Quanti sorrisi o quante lacrime nell’arrivare o nell’andarsene si suscitano negli altri o gli altri provocano in noi? Il discorso potrebbe svilupparsi ancora a lungo, ma penso sia sufficiente per avviare una riflessione personale più puntuale e approfondita. Il problema diventa serio, difficile, apparentemente senza via d’uscita, quando si prendono in considerazione le situazioni più estreme che la vita ci pone davanti. Prepotente, imperante allora si affaccia la tentazione di scappare, di sopprimere il problema! Scappare però non è una soluzione è semplicemente offrire la vittoria all’avversario. Qui si gioca la grandezza dell’uomo, della sua intelligenza, razionalità, affettività. Studiare, cercare, inventare perché la vita possa essere vissuta dignitosamente da tutti, ben sapendo che molte cause della sofferenza, delle malattie, delle paure, delle ingiustizie sono provocate dal nostro stile di vita, dal nostro egoismo, dall’uso dissennato della natura. Sarà compito proprio dell’uomo in grado di comprendere tutto ciò, ma apparentemente senza la forza sufficiente per reagire, di invertire la rotta, di intraprendere strade coraggiose, difficili, impopolari. Divellere paletti, lampeggianti, segnali di pericolo non sono facilitare, rendere più sicura, agevole, spensierata, inebriante la corsa dell’automobilista, ma probabilmente facilitarne l’incidente, l’uscita di strada, la catastrofe. Arrendersi alla difficoltà, alla sfida di fronte a tutto ciò che è ancora incompreso, sconosciuto, nemico dell’uomo non è da persone che collaborano al completamento del creato né sulla scia di coloro che per secoli hanno saputo superare difficoltà indicibili a favore e con beneficio di tutta l’umanità.

Sia l’orgoglio di questa nostra generazione passare alla storia come coloro che hanno rifiutato di scegliere le soluzioni più facili, meno impegnative, in discesa. “Finalmente siamo diventati una nazione civile, alla pari con le più evolute, col resto dell’Europa!” Civile ed evoluta in che?  Ritornello ripetuto a ogni piè sospinto, tutte le volte che si oltrepassa un limite, si supera una riga, si brucia uno stop, posti dall’uomo a difesa - per paura o ignoranza o lungimiranza o saggezza? - di ciò che potrebbe rivelarsi, a lungo andare, negativo o nefasto per l’umanità. Sapendo che ogni discesa, prima o poi, raggiungerà il suo limite e che da esso sarà gioco forza riprendere la risalita, per non lasciare questa fatica esclusivamente a chi verrà, se iniziassimo già da ora la frenata e, invertendo la direzione di marcia, intraprendessimo la risalita, oltre che rendere più agevole e meno gravoso il cammino per i posteri, sarebbe pure un segno certo e sicuro per poterci definire una nazione civile ed evoluta!

Renato Zuliani – Passons

 

2018

Alcuni verbi per chi vuol vivere bene il 2018 o, meglio ancora, per chi s’incammina sulla via della saggezza:

 

 

                                                 

 

 
    venire - cercare - vedere - contemplare

stare
                                             

Sarà per tutti più facile dire: credo

Sarà più complicato dire: non credo

Sarà come avere un sassolino nella scarpa dire: sono agnostico

 

Questi verbi coniugati in tutti i modi e in tutti i tempi, pur sperduto nell’infinito, non ti lasceranno

smarrito, attonito, ansioso… Lo incontrerai, perché sarà Lui a cercarti!

 

Un esempio lo troviamo nei Magi – venuti a cercare, vedere, trovare, contemplare – se fossero

rimasti in Oriente, non avrebbero mai incontrato Colui che si è fatto uno di noi proprio per darci

una mano, una pacca sulla spalla e incoraggiarci a camminare con lena verso quell’infinito,

impossibile per il momento da descrivere, ma che ci riserverà certamente sorprese inenarrabili.

Buon Anno!

 

A proposito un saluto ed un augurio a tutti quelli che visitano questo sito e, se possibile, è

gradito ricevere un riscontro, un cenno, un commento, una critica, una lode! su: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

BUON 2018!

BUON 2018

Salmo 126

1 Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
2 Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno…

 

Saggezza d’altri tempi o valida tuttora? Domanda interessante da farsi all’inizio di un Nuovo Anno. Il 2018 lo poniamo soltanto nelle mani degli uomini, di noi stessi o lo costruiamo anche fidandoci delle indicazioni di Chi non ha secondi fini, interessi immediati, mire personali, strumentalizzazioni da operare, gloria e potere da raggiungere, ma soltanto a cuore la serenità e la gioia di una vita umana dignitosa e meritevole di essere vissuta, e che spassionatamente ama gli uomini sia come singoli sia come comunità?

La risposta e l’impegno sono sempre personali: è un rischio che forse vale la pena affrontare. L’augurio, da parte mia, è che sappiamo scegliere la strada giusta. Allora certamente sarà comunque, un Buon 2018!

don Renato

Te Deum laudamus, Ti lodiamo, Signore

LITURGIA DEL 31 DICEMBRE

 
                     Grazie, Signore! 
 

 TI RINGRAZIO…

 

Ti ringrazio o mio Signore
per le cose che sono nel mondo
per la vita che tu ci hai donato
per l'amore che tu nutri per me.

 Alleluia o mio Signore
Alleluia o Dio del cielo
Alleluia o mio Signore
Alleluia o Dio del ciel.

Quando il cielo si tinge d'azzurro
io ti penso e tu sei con me.
Non lasciarmi cadere nel buio
nelle tenebre che la vita ci dà.

Alleluia o mio Signore...

Come il pane cha abbiamo spezzato
era sparso in grani sui colli,
così unisci noi, sparsi nel mondo,
in un Corpo che sia solo per te.

Alleluia o mio Signore... 

 

 PREGHIERA PENITENZIALE

 

Sono trascorsi 365 giorni, o Signore, nei quali mi hai circondato del tuo affetto, dei tuoi consigli, delle tue ispirazioni.

Hai messo a mia disposizione la tua Parola, i tuoi sacramenti, le persone care, gli amici e tanti altri…

Ora - pensandoci bene - ti domando perdono per le tante occasioni sprecate, per non essermi accorto delle continue sollecitazioni

a fare meglio, di più. Mi sono lasciato prendere dalle cose materiali, dagli impegni quotidiani, da ciò che mi sembrava più

importante.

Ma chi è più importante di Te, che mi assisti con la tua provvidenza?

Perdonami, per il poco dialogo nella preghiera…

Perdonami, per non aver trovato il tempo per leggere il vangelo…

Perdonami, per tutte le volte che, sia Tu che i miei fratelli, mi avete aspettato invano la domenica...

Perdonami, perché lungo la strada, ho perso qualche talento, mentre altri non ho saputo sfruttarli al meglio…

Perdonami, per essere una persona incostante che passa dalla strada, al terreno roccioso, spinoso e non sa trattenersi su quello
fertile…

Perdonami, perché alle volte non ho saputo dominare il mio carattere, i miei istinti, la mia volgarità, il prurito del pettegolezzo…

Perdonami, perché ho timore di essere troppo generoso, disponibile, altruista, …

Perdonami, perché l’amore ai miei cari si esaurisce, quasi sempre, in realtà materiali, preoccupato della salute, del benessere fisico…

Perdonami, per non aver saputo con l’esempio, con il ragionamento, le proposte indicare Te, le realtà spirituali, il cielo…

Perdonami per il rispetto umano che mi impedisce di dare il meglio…

Perdonami, perché non sento la mia comunità come una famiglia…

Perdonami, perché la uso quando mi interessa e la trascuro quando avrebbe più bisogno di me, del mio aiuto, del mio sostegno…

Perdonami, perché pensando solo a me, ai miei cari, agli amici, non ti domando perdono per i tanti fratelli del mondo che sono
cattivi, violenti, portatori di paura, di sofferenza, di morte…

Perdonami, perché io non so sempre perdonare, dimenticare…


Perdonaci, Signore! Ricoprici della tua misericordia!

 

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO
 
Grazie, Signore.
Tanti sono stati i tuoi benefici, che non so neppure da dove incomin-ciare!
Grazie, Signore, per la famiglia, per i miei cari, per le persone che mi vogliono bene…
Grazie, Signore, per il Paese in cui vivo che mi offre la possibilità di condurre una vita dignitosa…
Grazie, Signore, per le tante realtà positive che la società - rispetto a tante altre -  mette a mia disposizione: una casa, il cibo, 
le medicine, lo svago…
Grazie, Signore, per la presenza della chiesa, del campanile, della parrocchia che mi ricordano il mio vero destino, il porto sicuro, 
la meta finale e che mi danno la possibilità di essere aiutato e di aiutare…
Grazie, Signore, per i talenti, le capacità personali, l’intelligenza, la volontà…
Grazie, Signore, perché attraverso la tua Parola, i sacramenti, i sacerdoti, le persone di fede, i fatti della vita, mi aiuti a maturare, 
a crescere moralmente, in dignità, in consapevolezza di cosa significhi essere un vero uomo, essere un vero cristiano…
Grazie, Signore, del bene che riesco a fare, del buon esempio che, alle volte, è di aiuto anche agli altri, ai più deboli, 
ai meno fortunati…
Grazie, Signore, per le avversità, le sberle della vita, le lacrime versate esse mi aiutano, sono una palestra per saggiare 
la mia profondità interiore, per verificare se ho costruito sulla roccia…
Grazie, Signore, perché mi metti in guardia dal seguire l’andazzo, la moda, le idee più o meno balzane che la società mi propone…
Grazie, Signore, perché mi dai la possibilità di esercitare la vera libertà, di vivere momenti di pace interiore, serenità profonda, 
speranza…
Grazie, Signore, perché mi aiuti e mi solleciti a pensare, ragionare, riflettere, ascoltare per decidere consapevolmente…
Grazie, Signore, perché hai con Te le persone che ci hanno preceduti e grazie perché hai preparato un posto, quando sarà ora,
anche per me…
Grazie, Signore, per il momento storico e per la Comunità in cui vivo…
 
Grazie, Signore, per tutto e per tutti e per chi non Ti ringrazia!
 
 

Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, * tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim * incessábili voce proclamant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Filius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruísti Virginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *

aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.

In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum 

 

 

 

 

 

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