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Ai genitori dei fanciulli di Prima Comunione

Stimati genitori dei fanciulli di Prima Comunione,

                                                   (riflessione valida per ogni persona di buona volontà!)

          
  

Ecco che cosa abbiamo cercato di fare in questi quattro anni. Ora è giunto il momento di partire! Partire per un lungo viaggio che li accompagnerà fino al  tramonto. Che cosa potevamo suggerire ai bambini? 

Che strumenti offrir loro? Ciò che erano in grado, per la loro età, di comprendere. Ora viene il bello e lo sarà sempre di più, man mano che la vita crescerà con la sua esuberanza giovanile, maturità adulta, saggezza senile.

 

La fede è un dono prezioso che si deve trasformare, arricchire, adattare come la pelle del corpo in un uomo che cresce.

Per far capir questo abbiamo proposto dei semplici paragoni. Tre immagini.

 

1. L’albero di Natale

 

 

Abbiamo offerto la struttura dell’albero cui bisognerà appendere in modo personale, man mano che un bambino cresce, foglie, frutti, addobbi, secondo la propria immaginazione e fantasia, saggezza e maturità.

La struttura sarà forse identica per tutti, ma certamente non l’addobbo.

Per qualcuno nella vita diverrà un’opera d’arte, per altri resterà striminzito, per altri ancora potrebbe seccarsi o diventare un ingombro!

 

 

2. Il portafoglio

 

 

 

Nel portafoglio si mettono i soldi o le carte di credito utili al bisogno. La persona prudente controlla sempre che tutto sia disponibile.

Le cose imparate da piccoli e trasformate in base all’età, sia in comprensione sia in profondità possono, nel momento meno impensato, essere utili e di grande aiuto!

 

 

3. L’attaccapanni

 

Pronto per appendere qualcosa. Ce ne accorgiamo della sua utilità e ci rammarichiamo per la sua mancanza in casa o al ristorante o in ufficio soltanto quando ne abbiamo bisogno.

 

Stimati genitori, sono soltanto degli esempi volti a farci capire l’importanza di aiutare i vostri figli a fornirsi, man mano che crescono, di tutti gli strumenti necessari nella vita. Se volete bene ai vostri figli, come certamente lo volete, sapete che nella vita non tutto è rose e fiori, ci sono momenti di difficoltà, di paura, di solitudine, momenti in cui ci s’interroga sul perché vivere, se ha senso tener duro, lottare o se non è meglio il “carpe diem” (vivi alla giornata). Non preoccupatevi soltanto della salute, dei soldi, della carriera, del successo dei vostri figli. Aiutateli a curare anche lo spirito, l’interiorità, la fede!

E’ un discorso di coerenza che potrebbe trovarci in difficoltà, in imbarazzo, ma è Colui che ama me, voi e i vostri figli a suggerire questo!!!

So che nella Chiesa trovate tante motivazioni di contrasto, di abbandono, di poca coerenza.

Attenti però a non buttar via con l’acqua sporca anche il bambino perché in questo caso il “Bambino” è Lui, Gesù Cristo che ci vuol bene ed è orgoglioso che ognuno di noi si spenda per il bene, il meglio, l’eccezionale. Non fareste così anche voi per i vostri figli?

Fate, facciamo in modo che l’abete, il portafoglio, l’attaccapanni non restino inutili, vuoti, disadorni.

 

Un’ultima raccomandazione:

non lasciatevi influenzare dalla moda, dall’andazzo, dalla maggioranza, dai mas media, dai pettegolezzi paesani, da chi sa tutto, … la vita personale è troppo preziosa e seria per essere affidata con leggerezza ad altri!

Grazie per la pazienza, la comprensione, la collaborazione. Con l’augurio di rivederci ancora senza dover attendere il paradiso, vi auguro buon lavoro nell’attività più preziosa che certamente è stata a voi affidata la maternità e paternità dei vostri figli. Il Signore ci benedica, sia misericordioso, paziente, comprensivo in certe nostre stranezze o voli pindarici che ci riportano a terra con le ossa malconce.

Con simpatia.

 

Don Renato – parroco

 

Come sempre, un commento, un cenno di risposta, un “ci sono” mi farà molto piacere.

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