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Riconciliazione: ottima occasione

MERCOLEDI’ SANTO – GIORNATA DELLA RICONCILIAZIONE

(Chi più fortunato di noi ad avere queste occasioni?)

 

Senza voler entrare nella privacy, nella libertà o sensibilità individuale delle persone, l’esperienza delle confessioni ascoltate, mi porta a queste considerazioni di cui vi faccio partecipi. Molto spesso le accuse dei penitenti sono più degli sfoghi, delle mancanze di buon gusto, di galateo o di colloqui più utili con gli psicologi che riflessioni religiose, di fede, indici di un cammino di conversione.

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BUONA PASQUA, GENITORI!

GENITORI, FORTUNATI VOI !

               

Avete dei bellissimi fiori da coltivare.

Se li bagnerete troppo - di cose materiali - marciranno.

Se li bagnerete troppo poco - di cose spirituali - appassiranno.

 

 

        

Il Signore sia il miglior giardiniere a cui chiedere consiglio

Con  simpatia, don Renato

 

Ai collaboratori parrocchiali

Stimatissimi Collaboratori,

vi invio i migliori auguri di Buona Pasqua nell’attesa di formularveli personalmente. La risurrezione del Signore è per noi il fondamento, l’aspetto più importante della fede, il motivo solido della nostra speranza.

Noi siamo destinati alla morte fisica, ma non a quella spirituale. La nostra esistenza, che ha avuto origine nella mente di Dio, sarà eterna, anche se nel corpo c’è un tempo che potrà, dai posteri essere documentato e datato.

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LAICO !

 

Laico. Sono un sostantivo strattonato da mille parti a seconda della convenienza o delle ideologie da far prevalere. Se poi divento un aggettivo, applicato a particolari sostantivi, allora apriti cielo! Eppure il mio significato è semplice. Derivo dalla parola “greca” λαόϛ che significa popolo (dizionario Treccani). Popolo è “Il complesso degli individui di uno stesso paese che, avendo origine, lingua, tradizioni religiose e culturali, istituti, leggi e ordinamenti comuni, sono costituiti in collettività etnica e nazionale, o formano comunque una nazione”. (Dizionario Treccani). Tutto quindi, fuorché singolo, individuo, escluso, vagante, apolide, sganciato dagli altri, eccentrico.

 

Lungo il corso degli anni, mi sono stati aggiunti altri significati sia religiosi che profani che hanno dato origine ad equivoci, divisioni, scontri appassionati. Il significato, oggi più in voga, è quello di “svincolato da ogni credo, ingerenza religiosa, professione di fede, politica, chiesa confessionale”. Anche il mio amico sostantivo “religione” - Complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo o un gruppo umano con ciò che esso ritiene sacro(dizionario Treccani), come pure il termine “sacro” - ciò che è connesso all’esperienza di una realtà totalmente diversa, rispetto alla quale l’uomo si sente radicalmente inferiore, subendone l’azione e restandone atterrito e insieme affascinato- (dizionario Treccani) stanno attraversando un brutto momento, perché, da molti, sono identificati con il Vaticano, la Chiesa cattolica, i vescovi, il clero, una tradizione oppressiva…

 

Il disappunto, per usare un eufemismo, potrebbe essere in parte giustificato, se consideriamo certe scelte o errori del passato – senza dimenticare però che ci sarebbero anche tante cose belle da elencare – ma non è il momento.  Ieri non è oggi e, nel frattempo, tanta acqua è passata sotto i ponti! E’ con l’oggi  che noi dobbiamo convivere nel migliore dei modi, con uno sguardo vigile rivolto al futuro. E’ il presente che noi dobbiamo affrontare con la sua complessità, la collaborazione, la difficile convivenza, tra persone con modi di vivere, filosofie, religioni differenti. Tirarsene fuori, proclamarsi agnostici, atei non serve. In fondo, credenti, atei, agnostici tutti professiamo, a modo nostro, una “religione” coi suoi riti, liturgie, testi, punti di riferimento, che si basano su assiomi, per definizione, razionalmente indimostrabili. Che fare allora? Restare impassibili? Metterci sotto una campana di vetro? Spogliarci di tutto? Sarà meglio, con buona pace per alcuni, ricorrere al sostantivo “democrazia” che, rispettoso del singolo, delle minoranze, dà l’ultima parola alla maggioranza.

 

Del resto, l’alberò non può dare frutti buoni se, di volta in volta, a parere del singolo o del gruppetto di passaggio, viene sfrondato o delle foglie, - non sono come vorrei - o dei rami - mi danno fastidio - o delle radici – ingombrano il mio terreno -. Non è tempo di dividere, spogliare, cancellare, ma al contrario, di abbondare, moltiplicare, offrire più possibilità perché ognuno possa trovare quello che cerca. Per favore, a difesa della propria tesi, non usiamo lo slogan “non urtare le sensibilità”. Quali? Quella del crocifisso appeso alla parete o quella di chi avendone diritto non trova lavoro? Quella di chi viene scippato in strada o derubato nell’intimità della propria casa? Quella di un certo gusto nel parlare, nel vestire, nello stare in compagnia o quella dei “barbari” di piazza di Spagna? E potremmo continuare… Basta col falso rispetto degli altri. Impariamo invece a convivere nella complessità. Diversamente, saremmo tutti bloccati. Infatti ogni giudizio, pronunciamento, decisione di chi presiede alla collettività – lo Stato con le sue Istituzioni - dovrebbero risultare asettici, equidistanti, neutrali… Impossibile! Lo Stato poi, troverebbe funzionari che in nome della laicità, rinunciano alle proprie idee, diventano non pensanti, imperturbabili nelle scelte, equidistanti da tutto e da tutti, soprattutto apolitici, a-religiosi, a-atei, a-agnostici? Suvvia, guardiamoci negli occhi, siamo della stessa pasta, dobbiamo convivere, è utile farlo bene ed in pace! Ognuno metta in comune il meglio di sé, delle sue intuizioni, capacità, peculiarità, accantonando dissapori, rivalità, visuali miopi, di parte e, come per incanto, ci ritroveremo in quell’Eden che la Bibbia riteneva irrimediabilmente perduto.

 

Renato Zuliani - Passons

 

 

Io mi preparo e tu dammi una mano

quaresima: non chiacchiere, ma fatti !

 

Tre itinerari da percorrere in sintonia:

 

 

 

1. riflessione personale

   

2. riflessione familiare

 

 

 

 

 

 

 

 

3. riflessione comunitaria

 

Mentre i primi due sono lasciati alla libertà dei singoli, il terzo "obbliga" alla decisione di altri.

La riflessione comunitaria a sua volte segue diversi momento scaglionati nel tempo quaresimale.

1. Ogni mercoledì, alle ore 20.30, incontro biblico

2. Ogni giovedì, alle ore 20.30, celebrazione dell'eucarestia

3. Domenica, 1 marzo, ore 15.00 - 18.00, riflessione e scambio di esperienze - ritiro

4. Mercoledì, 1 aprile, alle ore 20.30, celebrazione della Riconciliazione Comunitaria

 

Quasi ogni giorno un impegno. E perché no? Stiamo preparando le clausole dell'alleanza  tra noi e Dio e non possiamo presentarci a mani vuote o con proposte infantili che non hanno né consistenza né durata!

 

 

 

                           

 

   NON SCIUPIAMO QUESTO TEMPO PREZIOSO 

 

 

 

 

 

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