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AVVENTO CON I GENITORI

                                                                                                Così ci prepariamo insieme al Natale ...

                             

 

            Stimatissimi Genitori.

Vi incontro volentieri, prima di tutto per ringraziarvi della collaborazione    che date, attraverso l’educazione cristiana dei vostri figli, alla diffusione del Vangelo e alla Parrocchia che trova il suo unico motivo d’essere proprio nell’aiutarci a vivere il messaggio cristiano. In secondo luogo per augurarvi Buon Natale.

Abbiamo già spiegato, ma è bene ripeterlo, la differenza tra “fede” e “religione”. La prima riguarda un incontro personale che si fa sempre più intenso, profondo ed efficace con il Signore. E’ un po’ come la storia del vostro fidanzamento. Da un concetto vago, indefinito della bellezza di incontrare un uomo/una donna con cui condividere la propria vita, al momento reale in cui vi siete incontrati, conosciuti, amati e, come conseguenza, è sgorgato il vostro sì.

Con il Signore, deve avvenire lo stesso processo. Fino quando non si giunge a dire il proprio sì, si resta nella “religione” che è tutta un’altra cosa. Religione è tradizione. Si è fatto sempre così. Vogliamo anche noi che i nostri figli seguano il percorso che fan tutti - ora non è più vero questo “tutti” – e, speriamo che non sia troppo impegnativo e che termini presto.

In questo senso, seguire la religione almeno nelle tappe più significative della vita, non fa male, anzi dà una certa sicurezza ed offre diverse occasioni di amicizia, legami più stretti tra parenti, amici, momenti di aggregazione e di approccio alla parrocchia - per i più – o ad una chiesa o un prete preferito per altri. Questo, permettetemi l’immagine profana, è come una scappatella nella fedeltà coniugale, può essere piacevole, può far bene al momento, ma poi lascia l’amaro in bocca, il rimpianto, la “rabbia” contro se stessi per non essere stati capaci di mantenere la promessa, la fedeltà, per aver creduto che l’erba del vicino fosse migliore della propria.

 

 

Stimati Genitori, stiamo vivendo in questi tempi, una trasformazione copernicana nella Chiesa che mette in crisi anche i più ben intenzionati, immaginiamo poi chi non lo è!

Stiamo cercando di scoprire Cristo come una persona seria, matura, ben preparata che non si lascia ingannare da sotterfugi, manifestazioni esteriori, impegni di altro genere e soprattutto che non ha bisogno di tutto quello che noi uomini siamo riusciti a costruire attorno alla sua proposta pur di tenerlo, anche se nel rispetto, “sano e lontano”.

La nostra dignità non ci permette di bleffare. Gli uomini si possono ingannare, illudere, manipolare, Cristo no! Sarà più coerente dirgli apertamente: “Non m’interessi”, piuttosto che giocare a rimpiattino. La scoperta strepitosa è che Lui continuerà a volerci bene, anche in questo caso.

 

Stimati Genitori, ci siamo già detto quanto basta! La fede è un rapporto, prima di tutto al singolare, poi tra i membri della nostra famiglia, poi si esterna in una cerchia più vasta: la comunità e infine, di riflesso, abbraccia l’umanità intera.

 

Nostro compito è di darci una mano, ognuno in base al proprio ruolo, alle proprie competenze. Diversamente, ci intralceremo, divenendo motivo di contrasto, d’indifferenza, di sofferenza.

Grazie per avermi capito e per il rispetto e la stima reciproca che guiderà la nostra collaborazione.

 

Il Messia re di pace

1 Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
2Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d'intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
3Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
4ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
5La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
6Il lupo dimorerà insieme con l'agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
7La mucca e l'orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
8Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
9Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare.

 

Gli animali feroci e quelli mansueti. Un bellissimo paragone per indicare una situazione umana e spirituale e quale sarà il tempo messianico, cioè il tempo in cui ci fideremo ciecamente di Dio.

 

A livello personale.

Pure in ciascuno di noi, esistono conflitti che, alle volte, ci tolgono la pace, la serenità. Siamo scontenti di noi stessi, di come ci siamo costruiti, dei valori che abbiamo acquisito, della coerenza con le nostre scelte…

L’augurio che il Natale, grazie alla riflessione, all’introspezione, all’apertura all’Emmanuele, ti porti pace e serenità, nel continuare il cammino umano e spirituale senza scoraggiarti nelle difficoltà.

 

A livello familiare.

Anche in famiglia ci sono alle volte – mi auguro non spesso – degli screzi, delle incomprensioni, della stanchezza, diversità di vedute, di programmazione.

Il Natale vi porti capacità di perdono, di collaborazione, di desiderio della ricerca del bene l’un per l’altro. Soprattutto alzi l’asticella della responsabilità nella formazione umana e spirituale dei vostri figli. Ricordatevi che la vera guida è sempre “davanti”. Non c’è educazione, non c’è formazione se chi propone un ideale, non è in prima linea. Vi auguro che sentiate la responsabilità di questo per essere veramente una fortuna per i vostri figli, ma anche per voi stessi.

 

A livello comunitario.

Non è sufficiente che un leone pascoli tranquillamente con l’agnello se l’altro leone lo sbrana!

Il lavoro dev’essere comune. La collaborazione dev’essere sentita ed operata da tutti.

Questa pace irenica, un ideale lontano e forse mai completamente raggiungibile, deve vederci tutti in marcia. Chiudersi nel proprio guscio è perdente. Gli esempi a questo proposito sono tantissimi.

Al volante se io sono prudente e l’altro no? Se io sono pacifico e l’interlocutore è violento?

Se io educo bene i miei figli e poi loro incontrano il ragazzo o la ragazza rozzi, volgari, fannulloni, irascibili? Se io rispetto le cose degli altri mentre loro mi rubano in casa?

Come vedete, battere in ritirata è sempre perdente.

L’utopia di Isaia, un po’ alla volta, con l’aiuto dell’Emmanuele e con la buona volontà, almeno di chi ci crede, renderà un po’ più vivibile anche questa nostra società, in cui cerchiamo orgogliosamente di vivere.

 

Il Signore, che ci ama sia come persona individuale sia come popolo, ci benedica e ci dia una mano!

 

Buon Natale e Buon Anno

don Renato - parroco

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