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 News - Marzo 2016

 

 

VI ANNUNCIO UNA GRANDE GIOIA…

 

E’ lo stesso augurio rivolto tre mesi fa, in occasione del santo natale. Se esso fu un avvenimento sconvolgente: Dio che si fa uomo, quello di oggi non ha paragoni: la morte viene sconfitta.

 

CRISTO E’ RISORTO !

 

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                      Stimatissimi Genitori.

Vi incontro volentieri, prima di tutto per ringraziarvi della collaborazione    che date, attraverso l’educazione cristiana dei vostri figli, alla diffusione del Vangelo e alla Parrocchia che trova il suo unico motivo d’essere proprio nell’aiutarci a vivere il messaggio cristiano. In secondo luogo per augurarvi Buon Natale.

Abbiamo già spiegato, ma è bene ripeterlo, la differenza tra “fede” e “religione”. La prima riguarda un incontro personale che si fa sempre più intenso, profondo ed efficace con il Signore. E’ un po’ come la storia del vostro fidanzamento. Da un concetto vago, indefinito della bellezza di incontrare un uomo/una donna con cui condividere la propria vita, al momento reale in cui vi siete incontrati, conosciuti, amati e, come conseguenza, è sgorgato il vostro sì.

Con il Signore, deve avvenire lo stesso processo. Fino quando non si giunge a dire il proprio sì, si resta nella “religione” che è tutta un’altra cosa. Religione è tradizione. Si è fatto sempre così. Vogliamo anche noi che i nostri figli seguano il percorso che fan tutti - ora non è più vero questo “tutti” – e, speriamo che non sia troppo impegnativo e che termini presto.

In questo senso, seguire la religione almeno nelle tappe più significative della vita, non fa male, anzi dà una certa sicurezza ed offre diverse occasioni di amicizia, legami più stretti tra parenti, amici, momenti di aggregazione e di approccio alla parrocchia - per i più – o ad una chiesa o un prete preferito per altri. Questo, permettetemi l’immagine profana, è come una scappatella nella fedeltà coniugale, può essere piacevole, può far bene al momento, ma poi lascia l’amaro in bocca, il rimpianto, la “rabbia” contro se stessi per non essere stati capaci di mantenere la promessa, la fedeltà, per aver creduto che l’erba del vicino fosse migliore della propria.

 

Stimati Genitori, stiamo vivendo in questi tempi, una trasformazione copernicana nella Chiesa che mette in crisi anche i più ben intenzionati, immaginiamo poi chi non lo è!

Stiamo cercando di scoprire Cristo come una persona seria, matura, ben preparata che non si lascia ingannare da sotterfugi, manifestazioni esteriori, impegni di altro genere e soprattutto che non ha bisogno di tutto quello che noi uomini siamo riusciti a costruire attorno alla sua proposta pur di tenerlo, anche se nel rispetto, “sano e lontano”.

La nostra dignità non ci permette di bleffare. Gli uomini si possono ingannare, illudere, manipolare, Cristo no! Sarà più coerente dirgli apertamente: “Non m’interessi”, piuttosto che giocare a rimpiattino. La scoperta strepitosa è che Lui continuerà a volerci bene, anche in questo caso.

 

Stimati Genitori, ci siamo già detto quanto basta! La fede è un rapporto, prima di tutto al singolare, poi tra i membri della nostra famiglia, poi si esterna in una cerchia più vasta: la comunità e infine, di riflesso, abbraccia l’umanità intera.

 

Nostro compito è di darci una mano, ognuno in base al proprio ruolo, alle proprie competenze. Diversamente, ci intralceremo, divenendo motivo di contrasto, d’indifferenza, di sofferenza.

Grazie per avermi capito e per il rispetto e la stima reciproca che guiderà la nostra collaborazione.

 

Il Messia re di pace

1 Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
2Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d'intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
3Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
4ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
5La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
6Il lupo dimorerà insieme con l'agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
7La mucca e l'orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
8Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
9Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare.

 

Gli animali feroci e quelli mansueti. Un bellissimo paragone per indicare una situazione umana e spirituale e quale sarà il tempo messianico, cioè il tempo in cui ci fideremo ciecamente di Dio.

 

A livello personale.

Pure in ciascuno di noi, esistono conflitti che, alle volte, ci tolgono la pace, la serenità. Siamo scontenti di noi stessi, di come ci siamo costruiti, dei valori che abbiamo acquisito, della coerenza con le nostre scelte…

L’augurio che il Natale, grazie alla riflessione, all’introspezione, all’apertura all’Emmanuele, ti porti pace e serenità, nel continuare il cammino umano e spirituale senza scoraggiarti nelle difficoltà.

 

A livello familiare.

Anche in famiglia ci sono alle volte – mi auguro non spesso – degli screzi, delle incomprensioni, della stanchezza, diversità di vedute, di programmazione.

Il Natale vi porti capacità di perdono, di collaborazione, di desiderio della ricerca del bene l’un per l’altro. Soprattutto alzi l’asticella della responsabilità nella formazione umana e spirituale dei vostri figli. Ricordatevi che la vera guida è sempre “davanti”. Non c’è educazione, non c’è formazione se chi propone un ideale, non è in prima linea. Vi auguro che sentiate la responsabilità di questo per essere veramente una fortuna per i vostri figli, ma anche per voi stessi.

 

A livello comunitario.

Non è sufficiente che un leone pascoli tranquillamente con l’agnello se l’altro leone lo sbrana!

Il lavoro dev’essere comune. La collaborazione dev’essere sentita ed operata da tutti.

Questa pace irenica, un ideale lontano e forse mai completamente raggiungibile, deve vederci tutti in marcia. Chiudersi nel proprio guscio è perdente. Gli esempi a questo proposito sono tantissimi.

Al volante se io sono prudente e l’altro no? Se io sono pacifico e l’interlocutore è violento?

Se io educo bene i miei figli e poi loro incontrano il ragazzo o la ragazza rozzi, volgari, fannulloni, irascibili? Se io rispetto le cose degli altri mentre loro mi rubano in casa?

Come vedete, battere in ritirata è sempre perdente.

L’utopia di Isaia, un po’ alla volta, con l’aiuto dell’Emmanuele e con la buona volontà, almeno di chi ci crede, renderà un po’ più vivibile anche questa nostra società, in cui cerchiamo orgogliosamente di vivere.

 

Il Signore, che ci ama sia come persona individuale sia come popolo, ci benedica e ci dia una mano!

 

Buon Natale e Buon Anno

don Renato - parroco

Passons News

 

 

 

 Dicembre 2015

 

 

VI ANNUNCIO UNA GRANDE GIOIA…

 

 

Stimati compaesani, siamo una famiglia numerosa, circa 3000 persone, 1380 famiglie, insediate in 3 Comuni: Pasian di Prato, Martignacco, Udine.  La Parrocchia di San Martino, in Passons abbraccia queste tre realtà territoriali!

Tante persone, tante storie, tante idee, diverse provenienze, atteggiamenti e rapporti con lo spirito dei più variegati. Dal credente, all’indifferente, all’ateo, all’ostile…

Natale però, è una parola magica che coinvolge tutti.

Per un giorno sentiamoci tutti compaesani, apriamo la nostra finestra e diciamoci “Buon Giorno” e

 

 

BUON NATALE

 

 

 

 

NATALE CRISTIANO

 

Per noi cristiani è la concretizzazione dell’amore di Dio nei confronti dell’uomo. Che poteva fare di più il Signore?

 

5Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: 6egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l'essere come Dio,
7ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall'aspetto riconosciuto come uomo,
8umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
9Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
10perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
11e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!,
a gloria di Dio Padre.

 

Bando perciò, alle nenie, alle grotte, al bue e all’asinello, al freddo, al gelo, alla poesia…

E’ un Dio che viene a cercare l’uomo per riportarlo sulla retta via che – non fidandosi delle indicazioni ricevute – egli aveva smarrito.

Egli non resta sulle nuvole e da lassù ci dà consigli, ma si fa prossimo a ognuno di noi, in un linguaggio comprensibile, ma soprattutto mettendosi davanti, come fa una guida esperta e preparata.

 

Fratelli, è l’amore che ci deve commuovere. E’ l’amore che ci deve far reagire al nostro torpore. E’ l’amore che ci deve far accorrere per ringraziarlo e offrigli la nostra collaborazione.

Tutto il resto sono chiacchiere che il vento disperde…

 

NATALE UMANO

 

 

E’ il Natale di tutti, credenti e non.

Nessuno può sottrarsi a questo clima festoso che ci avvolge da quel dì.

I messaggi che ci giungono da ogni dove, sono sentimenti di bontà, di amicizia, di riconciliazione, di calore famigliare, di regali… Che cosa sono i regali se non un modo di esprimere la gratitudine verso gli altri?

Gratitudine è una parola “interessante”. Richiama il legame, la dipendenza degli uni verso gli altri. Solo l’autosufficiente, il superbo, non nutre sentimenti di commozione, di fratellanza, di coinvolgimento.

L’uomo ha bisogno dell’altro e lo dimostra nei momenti più difficili. Come interpretare diversamente l’accorrere in massa a place de la République, a Parigi, dopo il terribile attentato? Quale la reazione più spontanea? Stringersi insieme. Dopo, sono venuti i discorsi altisonanti, le celebrazioni ufficiali.

La gente è accorsa prima, immediatamente, istintivamente.

Perché aspettate le tragedie per guardarci negli occhi, stringerci la mano, collaborare per un mondo più umano?

Il Natale può essere un’ottima occasione di partenza. Una riflessione per tutti. Il chiudersi, l’appartarsi, il fuggire, a lungo andare, è sempre perdente.

Stimati compaesani, le cene, le vacanze, la scampagnata sulla neve sono cose belle, rilassanti, tonificanti ma, ritornati a casa, deposti i luminari, i problemi sono sempre là, dietro la porta e ci attendono.

Lo sappiamo tutti, anche se facciamo fatica a convincerci, la soluzione ai nostri problemi, in una società così complessa, non ce la forniscono i politici, gli economisti, i filosofi, gli astri, ma germoglia dalla fatica, dall’impegno di ciascuno di noi, nessuno escluso! Allora incominciamo dalle piccole cose. Dal dialogare tra di noi - i problemi sono molto simili – dal comunicarci le esperienze, dall’amare di più il nostro paese, le nostre realtà, dall’essere insieme nascerà certamente qualcosa di nuovo…

 

 

 

2015

 

 

PERDONACI, SIGNORE

 

Quante occasioni sprecate! Prima di tutto a livello personale.

Potevamo cogliere i vari suggerimenti provenienti da persone come pure da avvenimenti vissuti, per migliorare il nostro carattere, le nostre vedute, le nostre idee. Siamo ancora troppo sicuri di noi stessi, baldanzosi e non ci rendiamo conto di quanto bene potremmo fare, quanta felicità, armonia suscitare in famiglia, tra le persone, tra gli amici, nel nostro paese.

Perdona, Signore, questa società, formata da uomini egoisti, che vogliono raggiungere il bene facendo il male, provocando sofferenza, paura. Perdonaci per i talenti nascosti, perduti, sciupati. Riscattaci con la tua MISERICORDIA.

 

GRAZIE, SIGNORE

 

Per tutte le cose belle che siamo riusciti a fare. Per la famiglia, gli affetti, gli amici. Per la salute, per la società che ci permette una vita dignitosa, per il lavoro. Quanto ci sentiamo fortunati se sappiamo guardarci intorno! Grazie per la fede, per le continue sollecitazioni ad essere sempre migliori, utili per noi e per gli altri. Grazie per la comunità e per quello che riusciamo a fare perché sia più accogliente e proposta per tutti, indistintamente. Grazie per chi pensa ai nostri bambini, ai nostri giovani, ai nostri anziani. Grazie, Signore, anche per chi non ti dice grazie.

 

 

CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ PARROCHIALE

 

La Comunità parrocchiale sostiene le sue attività con il contributo generoso delle persone sensibili a questa realtà e da quelle che apprezzano il servizio in favore di tutti.

Questo è il motivo della busta anonima che trovi nella cassetta e che dà, anche a te, la possibilità di contribuire in base alle tue possibilità. Poiché non verrà nessuno a ritirarla - mancano i volontari – oltre che all’offerta, chiediamo umilmente, che sia tu a recapitarla o in chiesa o nella cassetta della parrocchia o tramite qualche tua persona di tua fiducia. Grazie.

 

BUON 2016

 

      Ottobre 2015

 

MISERICORDIA!

 

  

 Parola latina composta da miséreor “ho pietà” e cordis “del cuore”.     Sentimento per il quale la miseria altrui tocca il nostro cuore.

Il papa ha indetto l’anno della Misericordia, il giubileo della Misericordia. E’ un’occasione straordinaria per noi cristiani e per tutti gli uomini di buona volontà.

Riscoprire in noi la “virtù” della bontà, dell’aiuto, della compassione per chi ha più bisogno, per chi è più sfortunato di noi, può essere un bel programma per questo 2016, oramai alle porte. Misericordia é un sentimento di gratuità, che in casi eccezionali, sorge in ogni uomo, degno di tale nome. Tutti ci sentiamo vicini a coloro che sono colpiti dalle tragedie sia personali che comunitarie: guerre, attentati, alluvioni, terremoti, incidenti… Man mano però, che le cose si ridimensionano, o vengono ad oscurare i nostri interessi, tornaconti immediati o futuri, questo nobile sentimento si sfarina, si assottiglia e, nei peggiori dei casi, s’ecclissa del tutto.

 

DIO E’ MISERICORDIOSO

 

 

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