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La chiesa e il beneficio parrocchiale
 

La chiesa che si trova sulla piazza principale di Passons fu costruita negli ultimi anni dell’Ottocento, ma sulla stessa area vennero edificati almeno altri due edifici di culto.
Del primo non si conoscono la data di costruzione, le caratteristiche architettoniche e neppure la data di demolizione, ma si sa che era consacrato, aveva un altare ligneo e si ipotizza che fosse poco più di una chiesetta campestre.

Verso la metà del Settecento esisteva un’altra chiesa non consacrata e resa sacramentale dall’anno 1756, la cui data di costruzione è sconosciuta e di cui non si è in grado di fornire una descrizione dettagliata.

Dopo la metà dell’Ottocento la capienza doveva essere insufficiente e pertanto i fabbricieri incaricarono l’ingegnere Giobatta Lunari di stendere il progetto per una nuova chiesa. Il primo dicembre 1878 l’edificio venne terminato, anche se negli anni successivi proseguirono i lavori per opere di completamento, miglioria e trasformazione, fino alla realizzazione dell’edificio come oggi appare ai nostri occhi.
Va ricordato l’anno 1976, quando il terremoto del 6 maggio che sconvolse il Friuli lesionò anche la chiesa che fu chiusa per precauzione per alcune settimane e le funzioni religiose vennero celebrate all’aperto nel cortile dell’asilo.
Il campanile, emblema -come dovunque- del paese, fu innalzato nel 1894. La collocazione di fronte alla chiesa è dovuta, secondo la tradizione, alle divergenze dei fabbricieri incaricati della costruzione e divisi in due partiti, l’uno che lo voleva alla destra della facciata, l’altro alla sinistra. Secondo un’altra versione la scelta fu invece determinata dalla volontà di punire un compaesano a tutti inviso, mettendo in ombra la sua casa. E’ verosimile invece che, come attestano le mappe catastali, la scelta risultasse obbligata poiché i terreni attorno alla chiesa appartenevano ai privati e i proprietari si rifiutavano di cederli.
Un cenno a parte va dedicato alle campane. Le tre primitive furono sequestrate nel 1918 dagli Austriaci e la cella campanaria ne rimase sprovvista fino all’agosto del 1924, quando i fratelli Lirussi di Villalta installarono le nuove, fuse dalla ditta Francesco Broili di Udine. La campana grande si incrinò nell’aprile del 1924 a fu riparata da Alfonso Clocchiatti di Colugna. Nel 1967 fu invece rifusa e rimessa in funzione la campana piccola di “S. Giuseppe” (o dell’Ave Maria), anch’essa incrinata  da tempo.
In merito alla casa canonica, le prime notizie risalgono al 1827, quando il Parroco di Pagnacco don Peresani acquistò un terreno arativo che, dopo pochi mesi, permutò con un altro di proprietà dei figli ed eredi di Francesco Deciani, eseguendo l’operazione per conto di alcuni capifamiglia di Passons.
Negli anni seguenti su quel terreno venne costruita la canonica totalmente a spese del Parroco. I capifamiglia decisero quindi di autotassarsi per rimborsarlo, arrivando a stipulare un atto notarile per onorare il debito ed impegnarsi per un versamento rateale. Verso la fine del secolo la proprietà risultava comunque intestata ai cosiddetti “frazionisti di Passons”. Successivamente la dicitura catastale si tramutò in “Frazione di Passons” e più tardi in “Comune di Pasian di Prato”, sempre però con l’aggiunta “per la frazione di Passons”.Il Comune si trovò così in possesso della canonica senza aver sostenuto alcun onere, e lo stesso avvenne per quei beni derivati da donazioni testamentarie e  destinati per volontà dei testatori ai fabbisogni della chiesa.
A partire dal 1935 ebbe inizio una serie di vertenze sulla proprietà in occasione del riconoscimento civile della Parrocchia. In sede di ricognizione dei beni l’Amministrazione comunale si dichiarò disponibile a cedere i beni intitolati alla Fabbriceria, alla Cappellania e allo stesso Comune relativamente ai testamenti Toso e Tomadini, ma si rifiutò di trasferire quelli corrispondenti alla canonica, all’orto e all’asilo. Soltanto il 3 luglio 1980 la questione è stata risolta con un atto del Tribunale di Udine che ha decretato la ripartizione della proprietà tra i contendenti, assegnando la canonica e il cortile alla chiesa. Con lo stesso atto trovò soluzione anche la controversia relativa ad alcuni campi contesi: si trattava di terreni frutto di remote donazioni fatte alla chiesa, confiscati dallo Stato nel 1867 e successivamente alienati agli abitanti del paese in qualità di frazionisti. In seguito vennero acquisiti al patrimonio del Comune e periodicamente sorsero contrasti sulla proprietà. Ora sono entrati a far parte del beneficio parrocchiale in virtù della richiamata deliberazione del Tribunale.  

Queste notizie, tratte dal libro “Passons” del dott. Franco Sguerzi, si fermano al 1988, anno di pubblicazione dell’interessante  volume, tenendo conto –tra l’altro- della mancanza di annotazioni nel periodo dal 1976 al 1981 sul Libro Storico Parrocchiale.

      
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