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Riconciliazione 2020

 

Mercoledì Santo - Riconciliazione

Salve! Oggi la nostra comunità, impedita nel riunirsi e quindi ciascuno personalmente nelle proprie case, celebra il momento più importante di tutta la Quaresima. E’ il giorno della verifica di quello che da noi è stato progettato, e con impegno abbiamo proposto di fare, e il resoconto concreto di quello che siamo riusciti a fare. Fortunato è colui che sa trovare il tempo per fermarsi, per riflettere, verificare, riconoscere con obiettività i suoi progressi o le sue sconfitte. Lo abbiamo affermato diverse volte, la fede non è un qualcosa di opzionale, facoltativo, ornamentale (molti la pensano così), ma fa parte di un bagaglio prezioso che il credente possiede per vivere in pienezza la propria vita e quella di relazione con gli altri, con la natura, il mondo…

Questa riflessione riguarda prima di tutto noi stessi. Che posso dire di me? Sono in salute? Per essere in salute il corpo ha bisogno che ogni suo membro funzioni, sia efficiente. Per essere in salute come persona è fondamentale che si sviluppi, si accresca, si coltivi ogni suo aspetto, dal benessere fisico, intellettuale, spirituale. Posso dire di aver cura del corpo, della sua salute sia fisica che psichica? Posso dire di mettere tutto l’impegno per la crescita culturale approfittando di tutte le occasioni per apprendere, verificare, leggere, valutare? Posso affermare di aver altrettanto impegno per il potenziamento spirituale, per il comportamento morale? Che dicono di me, quali sono gli aspetti negativi che trovano nel mio comportamento, nelle mie relazioni? Sono superficiale, grossolano, scontroso, permaloso? Aderisco soltanto a quello che mi piace, mi torna utile o so impegnarmi e collaborare con quello che è giusto, importante, per il momento, per gli altri? Apprezzo, incoraggio iniziative, proposte che alcuni coraggiosamente fanno o sono disfattista, negativo?

In secondo momento, la riflessione verte sul mio comportamento nei confronti degli altri, sia nel mio vivere in famiglia, sia in comunità, nell’ambiente del lavoro, dello svago? Possono dire di essere fortunati per avermi come amico, come compagno…? Collaboro con le varie iniziative della comunità, del paese, dell’ambiente?

Terzo momento mi pone nei confronti di Dio, dello spirito, della scelta cristiana. Dio non si fa sentire alle orecchie umane perciò posso dire a Lui tutto quello che voglio, tutto va bene! Ma, se potesse esprimersi verbalmente Lui cosa direbbe di me? Forse non gli parlo, se non pochissime volte (la preghiera), forse avrebbe bisogno del mio aiuto, della mia testimonianza in varie occasioni e io non ci sono o sono muto o sono all’ultimo posto, ma non per umiltà bensì per proprio comodo, per non essere coinvolto (la testimonianza). Mi prepara il vettovagliamento per la settimana, ma io non sono a raccoglierlo (la domenica).

Sono soltanto alcune domande tra le mille che potremmo farci! Se potessimo rispondere positivamente a tutte di chi sarebbe il vantaggio, la soddisfazione, l’orgoglio? Prima di tutto mio!

L’uomo saggio non getta all’aria quest’opportunità. Riconciliarci con noi stessi, con Dio e con gli altri: che grande dono il sacramento!

Un dono non certo inferiore, visto il momento che stiamo vivendo, sarebbe quello di cogliere in famiglia l’occasione per un bilancio, un esame di coscienza, un dirsi con sincerità e umiltà quello che non va nei rapporti, nelle aspettative, nei progetti in qualità di padre e madre, marito e moglie, genitori e figli, fratelli e sorelle… Che bella Pasqua sarebbe ed è questa!!!

Leggi il salmo 50.

 don Renato

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