Torna a pagina principale

Inventare il Limbo?

Ipotizziamo un Limbo per gli adulti?

 

 

In questi mesi estivi in cui molti di noi sdraiati con la pancia al sole sulla spiaggia al mare o distesi in prati fioriti, con un fiorellino in bocca, a contemplare l’infinità del cielo (zecche permettendo), concediamoci una pausa dai problemi ed assilli quotidiani per tuffarci in pensieri filosofici, in riflessioni razionali che risveglino e diano vivacità alla pigrizia del pensiero che generalmente è soffocato dal quotidiano, dall’utile, dall’immediato, dal contingente.

Premesso che noi cristiani crediamo, e ne siamo certi, che Dio alla fine dei tempi saprà collocare ciascuno di noi nel posto giusto, secondo i suoi disegni che sono molto diversi e distanti dai nostri, come le stelle del cielo tra di loro, dilettiamoci in una disquisizione accademica.

Una premessa e una precisazione: parliamo di “cristiani” di coloro cioè che, battezzati, conoscono Cristo perché ne hanno sentito parlare, hanno frequentato il catechismo, i sacramenti dell’iniziazione, forse letto anche qualche pagina di vangelo.

Alla fine dei tempi, in che posto saranno collocati?

Due sono le posizioni facilmente individuabili.

- Coloro che nella vita hanno cercato, pur tra alti e bassi, entusiasmi e delusioni, vittorie e sconfitte di seguire l’insegnamento del Signore, alimentati dalla preghiera, dalla frequenza ai sacramenti, dalla collaborazione con i fratelli, dalla passione per la propria comunità, certamente troveranno ad attenderli un premio meraviglioso.

- Coloro che, al contrario, pur consapevoli delle indicazioni del vangelo, hanno condotto una vita volutamente e scientemente perversa, compiendo con perfidia il male, quasi con gusto, per costoro ad attenderli ci sarà il castigo.

 

          

 

C’è però, una terza categoria di cristiani, forse la più numerosa, che pur consapevoli della bontà di Dio, della sua premura, vicinanza, trepidazione, attesa e pazienza per un dialogo, un confronto, un incoraggiamento, costoro fin dalla giovinezza o ad un certo punto della loro vita, se ne sono tranquillamente “fregati” di questo rapporto, di quest’affetto, di questa premura, ritenendo di essere autonomi, autosufficienti, liberi di decider in autonomia.

Costoro hanno vissuto una vita in senso orizzontale, incuranti dell’aspetto verticale o rimandando in continuazione il problema. Tuttavia, hanno condotto una vita cercando di fare del loro meglio, di essere positivi per sé, per la famiglia, per la società. Questa schiera dove sarà collocata?

Se sistemati in compagnia dei primi, certamente si farebbe loro un torto poiché verrebbero a trovarsi in una situazione d’imbarazzo, di disagio.

Quando volutamente ci disinteressiamo di qualcuno, facciamo in modo di evitare la sua presenza, la sua compagnia, fingendo di non conoscerlo, ci teniamo alla larga, se improvvisamente poi questa persona ce la trovassimo seduta a tavola accanto o di fronte, ciò certamente non creerebbe una situazione piacevole, un clima idilliaco, una conversazione ed un pranzo da ricordare!

Similmente, trovarsi al loro arrivo alla presenza del Signore che sorridente e compiaciuto, accoglie uno a uno offrendo e stringendo la mano, indubbiamente questa situazione non sarebbe il massimo per il loro orgoglio, la loro autosufficienza, la voluta non curanza.

Neppure è ipotizzabile che costoro siano accomunati ai secondi, infatti, da parte loro la condotta di vita è stata ben diversa e positiva.

E allora? Sarà necessario ipotizzare un “limbo” riservato agli adulti?

Questo è il dilemma, il grattacapo di una riflessione accademica volta a suscitare una discussione, un dialogo tra persone che generalmente sono portate a ritenere sfera privata, intima, interiore tutto ciò che riguarda la fede, la religione, le scelte, i comportamenti…

Se da un argomento, volutamente provocatorio e marginale, s’iniziasse a parlare in famiglia, tra moglie e marito, genitori e figli, nonni e nipoti o tutti insieme, di fede, di esperienze, di dubbi, d’intuito personale, si invertirebbe quel senso di pudore, di riservatezza, di privacy che intralcia ogni travaso di ricchezza, di saggezza, di scoperta, di intuizione personale che lo Spirito semina in ciascuno. Gli argomenti spirituali risulterebbero così tra quelli importanti che vanno affrontati personalmente ed insieme e tramandati ai piccoli, con l’esempio e la parola, durante tutto il corso della vita. Né mancherebbero tematiche su cui parlare, cestinate quelli superficiali, epidermiche che scalfiscono la superficie, ma non vanno al nocciolo dei problemi! Quasi ogni famiglia cristiana ha tra i suoi membri, congiunti che volutamente e apertamente trascurano qualsiasi riflessione religiosa, collaborazione, partecipazione, incoerenti con il battesimo ricevuto e sordi ad una famiglia e ad una comunità sempre più ridotta, che invocano, supplicano, chiedono aiuto, solidarietà, sostegno.

A questo punto, se il dialogo prendesse avvio, per dare solidità, profondità e sostanza ai discorsi, alle motivazioni di una collaborazione, di un senso di appartenenza si avvertirebbe, da parte di ciascuno, l’esigenza di rispolverare quel libro, forse presente ma “imbucato” chissà dove, che si chiama vangelo. Dalla lettura personale e/o fatta insieme, si scoprirebbero tante “diritte” per vivere meglio, con maggior frutto, consapevolezza, orgoglio e dignità, la fede, la mentalità di fede, e pure la vita civile e sociale senza dover sempre dipendere da quello che dicono gli altri, gli esperti! Fede significa fiducia e razionalità. Entrambe vanno sviluppate con impegno, serietà e armonia. Solo in questo modo ci potremo considerare cristiani adulti e maturi, pronti a collaborare a quel progetto di rinnovamento che con maggiore perizia e competenza, a sfere ben più elevate, dopo lunghe e sagge discussioni, l’arcidiocesi si appresta fiduciosa ad offrire ai singoli e alle comunità.

Con simpatia.

Limbo: nella tradizione considerato un luogo neutro, né bello né brutto; né piacevole né sgradito; né di premio né di castigo; un luogo anonimo per anonimi!

Renato Zuliani

 

 

Vai all'inizio della pagina