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Ognuno al proprio livello

 

Ognuno al proprio livello...

 

In questi mesi estivi in cui molti di noi sono sdraiati con la pancia al sole sulla spiaggia al mare o distesi in prati fioriti, con un fiorellino in bocca, a contemplare l’infinità del cielo (zecche permettendo), concediamoci una pausa dai problemi ed assilli quotidiani per tuffarci in pensieri filosofici, in riflessioni razionali che risveglino e diano vivacità alla pigrizia del pensiero che generalmente è soffocato dal quotidiano, dall’utile, dall’immediato, dal contingente.

L’occasione ci vien data da una notizia che il telegiornale, di tanto in tanto, riporta e che rivela il gran numero di persone sole, single, anziani, vedovi/e e pure non, che trovano compagnia, fuga dalla solitudine, risposta all’affettività negli animali, generalmente cani o gatti o pennuti.

Niente di male se ciò dà loro pace, serenità, motivo di vita, salvo alcuni eccessi discutibili come il vestirli, pettinarli alla maniera umana, portarli in braccio nei luoghi più disparati – loro che hanno due gambe in più! – esibirli in gare di bellezza – come ne fossero coscienti – lasciar loro in testamento le proprie sostanze e probabilmente, tra non molto, pretendere dalla comunità civile il riconoscimento ufficiale della propria unione giuridica con loro!

Abbiamo premesso che ci tuffiamo nel filosofeggiare. Allora facciamoci una domanda. Che cosa succederà quando gli animali, presa coscienza e riunitisi in sindacato, rifiuteranno di essere strumentalizzati, usati soltanto come sostituti di qualcosa che gli uomini dovrebbero trovare tra di loro? Quando vorranno vivere la loro vita liberi, seguendo gli istinti che la natura in essi ha seminato? Respinti e abbandonati, scenderemo nella ricerca, ad un livello più basso. Ci serviremo delle cose, come tra l’altro stiamo già facendo se pensiamo ai robot, agli strumenti tecnologici che sostituiscono persone e animali. Quando anche questi ci snobberanno? Continueremo nella discesa ad un gradino ancora più basso? Fino a quando e sino a dove? Forse la soluzione per gli uomini è diversa da quella operata dalla natura, dove il superiore domina sull’inferiore, il forte schiaccia il debole, “mors tua vita mea”. La risposta ai propri interrogativi, allo scambio del pensiero, dell’affetto, della solidarietà, della collaborazione… va cercata tra entità simili e in grado di capire, di ragionare e di rispondere alla pari!

Questo, guarda caso, era già scritto in un libro famoso, la Bibbia, dove al secondo capitolo della Genesi così si esprime: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto… Allora l'uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne». Noi moderni sorridiamo, ritenendo puerile, questo modo di esprimersi o di argomentare. Le scienze umane hanno fatto passi da giganti perciò non mostriamoci retrogradi, creduloni, ancorati al passato! Sì, attenti però a non buttar via con l’acqua sporca anche il bambino.

L’autore tra le righe, intende tramandarci un concetto ben più importante e, ci piaccia o no, pure validamente attuale! La vera ed equilibrata realizzazione delle cose che esistono in natura, sta nel collocarle al proprio posto, nella giusta gerarchia, ciascuna al medesimo livello né più in alto né più in basso. L’uomo può rivolgersi alla luna, farle pure una serenata, ma essa non curante, se ne andrà lungo la sua traiettoria, con tranquilla indifferenza, senza un minimo cenno di apprezzamento, di gratitudine o di conferma. Con simpatia.

 

 

 

 

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