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... e io suono!

 

... e io suono !

 

 

Stimato cittadino, giustamente appassionato e sollecito a far valere i tuoi diritti personali, perché hai abbandonato la tua casetta sulla vetta dei monti dove non esisteva inquinamento di alcun genere né acustico né ambientale, dove il silenzio e la pace regnavano sovrani, dove le acque erano limpide e pure, i terreni preservati da pesticidi, l’atmosfera tersa e salubre, lo spostamento agevole, il parcheggio sempre a disposizione, la strada sicura?

Scendendo a valle, insediandoti nella complessità della città, da te ritenuta più comoda e adatta, ti sei scontrato anche con dei doveri. Hai “dovuto” accettare il caos del traffico, l’inquinamento da benzene, lo smog, il rumore dell’autostrada, dell’autobus, del treno, le acque torbide e maleodoranti dei ruscelli, dei canali, hai scoperto le code agli sportelli degli uffici, delle banche, del pronto soccorso… Hai dovuto mediare tra diritti e doveri determinati da altri. Che fai ora? Te la prendi con ciò che meno, a mio avviso, tra tutto quello descritto e tra molto altro non elencato, te la prendi con ciò che certamente non mina in modo determinante né la tua salute né la tua armonia psicofisica: il suono delle campane. Dimentichi o non sei a conoscenza, che esso ha scandito per secoli il passare del tempo, i ritmi della giornata, ha avvertito la gente dei pericoli incombenti, ha salutato eventi belli e tristi della comunità, mentre con i rintocchi delle ore ha tenuto e tiene tutt’ora, compagnia a quelle persone che la notte non dormono per insonnia, malattia, sofferenza e che contandoli uno dopo l’altro con ansia, auspicano che siano numerosi, segno certo che l’alba è oramai vicina. Tutto questo lo vuoi rottamare solo perché la tecnologia oggi offre altre strade, altre possibilità? Mi sembra, e non vorrei sbagliare, che la “rottamazione”, salutata con entusiasmo come la panacea per tutti i mali, si stia già arenando. Brutta cosa la democrazia, t’impone di rispettare pure le minoranze! Le minoranze però, non son sempre dalla tua parte. Minoranze sono anche quei pochi cristiani che gradiscono il suono delle campane. Minoranze sono anche quei pochi cittadini che ritengono il paese una piccola comunità e non disdegnano, anzi sono fieri di essere informati e così poter partecipare agli eventi sia festosi e favorevoli, sia tristi e traumatici degli altri. Minoranza sono anche quel manipolo di persone che, causa l’età, è destinato all’estinzione e che non comprende lo stile moderno in cui basta che una persona alzi un dito e – con la legge dalla sua parte – possa inceppare tutto il sistema. Dov’è la misericordia, la comprensione, la tolleranza, il perdersi nel bene comune? Ubriacati di libertà, di soggettivismo, di interesse personale, sempre con la legge dalla nostra parte, corriamo il rischio di autodistruggerci. Sì, perché la legge è fredda, non ha cuore, non usa il buon senso e mentre oggi sembra voler difenderti domani, mutate le situazioni, con la stessa facilità ti condanna.

Per favore, non trinceriamoci dietro concetti e proclami altisonanti: la salute pubblica! In un tempo in cui non siamo neppur certi di ciò che mangiamo né di ciò che ci circonda né se il suolo che calpestiamo è sicuro, sia il legislatore sia chi presiede all’attuazione delle leggi, ci aiutino a superare quelli che sono i veri e profondi pericoli di una società smarrita.

Un’ultima riflessione. Sarà veramente lo scampanio che turba, indispettisce, mina la salute di chi ricorre alla legge o qualcosa di più profondo, un disagio interiore, un’insoddisfazione personale nascosta, che certamente non è compito nostro accertare, ma che “zittite le campane” continueranno a sussistere tranquillamente?

Con rispetto e stima per tutti.

Zuliani Renato – Passons

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