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Il buon senso e la legge

 

Vorrei comunicare a quei tre, quattro lettori che la pensano come me, un fatto che, se non fosse vero, meriterebbe premiato chi l’ha inventato con tanta verve, arguzia e fantasia. Purtroppo è vero e documentato, quindi i sentimenti che suscita l’episodio sono, al contrario, di stupore, rammarico, tristezza, sconforto. Nella “civilissima” Francia additata spesso - da noi provinciali (?) - come esempio di laicità, di separazione tra Chiesa e Stato, baluardo di libertà individuale, esaltazione del primato della ragione,… è successo quanto mi accingo a riportare.

 

“Il tribunale di Rennes ha disposto che venga rimossa una statua di Giovanni Paolo II sormontata da una grande croce, collocata, con tutte le necessarie autorizzazioni, in una piazza della cittadina di Ploërmel, nel 2006. Per i giudici, la scultura sarebbe troppo “vistosa” e violerebbe il principio di laicità sancito dalla Costituzione francese e dall’art. 28 della Loi de séparation del 1905. Nel dettaglio, il tribunale non ritiene contraria al principio di laicità la statua in sé, quanto il fatto ch’è sormontata da una grande croce ed è posta in luogo pubblico. Afferma, però, che essendo opera d’arte composta di un unico blocco, non si può rimuovere solo la croce e concede sei mesi perché venga portata altrove. Oltre a provocare reazioni ed appelli, per il mantenimento della scultura nel luogo per il quale è stata ideata e realizzata, la sentenza ha fatto nascere in alcuni cittadini l’idea di un escamotage: comperare la piccola area sulla quale la statua insta, perché così cesserebbe la violazione della legge del 1905, che parla di “luogo pubblico”, che invece, diverrebbe di proprietà privata.” (Avv. 15/5/2015).

“La laicità” è il dogma imperante che non ammette discussioni né eccezioni. Sarebbe interessante una volta per tutte sviscerare a fondo che cosa significhi veramente il concetto “laicità”. Si son trovati a confronto, con partigiani da entrambe le parti, la legge inflessibile che non guarda in faccia nessuno (si fa per dire! Anzi, molto per dire!) ed il buon senso che propone soluzioni accettabili.

Mi domando, forse con ingenuità, non erano o non sono i Talebani, l’Isis, i Jihadisti che, incivili, rozzi, integralisti, fanatici distruggono, al loro passaggio, senza alcuna differenza, persone, paesi, opere d’arte, non importa se pure patrimonio dell’umanità?

Questo tornado, spostandosi dall’Oriente verso Occidente, per fortuna o per miracolo, è passato sopra la nostra bella Italia lasciandola, per il momento, indenne ed esaurendosi, con forza e violenza sfiancate, sulla nazione d’Oltralpe. Scampato pericolo? Forse, perché sappiamo bene che basta un nonnulla, un cambio di direzione del vento, un vortice, una depressione ed il tornado potremmo trovarcelo improvvisamente in casa!

Mi piace paragonare questa nostra società, - che per tanti aspetti ha saputo apportare progresso, civiltà, dignità, modo di vivere accettabile, come pure, con un malcelato fastidio, ha messo in ombra valori, tradizioni consolidate, paletti dettati dal buonsenso - ad un autoarticolato a pieno carico che, in una discesa, con forte pendenza, sta acquistando sempre più velocità mettendo in serio pericolo la tenuta dei freni e di conseguenza la vita stessa dell’autista, il carico, ed il mezzo senza possibilità di arrestarlo per tempo. Osservando la scena dal ciglio della strada, che fare? Aspettare di sentire il botto e tentare poi di raccogliere ciò che di buono rimane oppure gesticolando, agitandosi, urlando, facendo segni con mani e piedi e con tutto quello che la fantasia suggerisce al momento, tentare di avvertire il guidatore perché, in qualche modo, arresti in tempo il veicolo? Certamente la seconda ipotesi. Sarà l’autista così fortunato e bravo da accorgersi, decifrare l’appello, ed intuendo il pericolo, salvare prontamente il suo camion, se stesso ed il carico che trasporta, prima che sia troppo tardi? E’ una risposta che, per ora, non so darvi.

Renato Zuliani

 

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