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Sacerdoti di strada. Chi lo è?

Un articolo, pubblicato sul giornale locale, dal titolo “sacerdoti di strada” mi suggerisce questa riflessione che offro ai lettori.

Premesso che ognuno è libero di annunciare e testimoniare il messaggio evangelico secondo le doti e le capacità personali, tuttavia è pericoloso addossare etichette alle persone e/o ai gruppi. “Sacerdoti di strada o di frontiera!” Chi sono? La risposta non è né facile né univoca. Sono i sacerdoti che cavalcano l’onda dei mas midia, che partecipano ai talk show, che scrivono libri, articoli, che visitano Paesi poveri del Terzo Mondo, che solidarizzano nelle manifestazioni… pur sempre animati dalla difesa dei deboli, degli oppressi, di chi non ha voce? Sono i sacerdoti che, con la loro presenza, coraggiosamente difendono e tengono acceso il lumino della speranza nelle piccole comunità di montagna della Carnia, del Canal del Ferro, delle Valli del Natisone, abbandonate dai più perché sono andati a cercare fortuna altrove? Sono coloro che celebrano in chiese fredde non riscaldate a causa della mancanza di denaro o che sono attorniati da uno sparuto manipolo di persone, con uno o forse nessun bambino, giovane? Sono quelli che, pur vivendo in paesi popolosi, sono snobbati, usati soltanto per le personali tradizioni, le ataviche circostanze? Sono coloro che continuano a dire “buon giorno” a chi passa sotto il loro naso senza un minimo cenno, uno sguardo, un saluto? Sono coloro che si sforzano di spiegare che la religione non può essere un paravento, una scusante, un alibi, una camomilla per acquietare la coscienza? Sono coloro che anziani, stanchi, consci di essere controcorrente continuano a zappare in un campo che sembra essere ostile, arido, ingrato, fidandosi in Qualcuno? Sono coloro che seminano speranza, fiducia, solidarietà anche se il vento pare disperdere ogni seme? Sacerdoti di strada o di salotto, sarà importante sentirli uniti dallo stesso ideale, operai con diverse mansioni, carismi, competenze, ma certamente non di serie “A” o “B” come certe etichette vorrebbero far apparire alcuni a scapito di altri!

Saggio potrebbe essere dare idealmente una stretta di mano riconoscente a tutti, dai monti, alle colline, alla pianura, al litorale con l’augurio di buon Natale.

Renato Zuliani - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

20 dicembre 2017

 

 

 

 

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