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La favola di Pippo

PIPPO e il  «E DOPO?»

 

Pippo era un uomo benvoluto da tutti a Passons. Nato in una famiglia povera e numerosa s’era fatto strada con la sua operosità, buona volontà, costanza e determinazione, tra mille sacrifici e rinunce, ma con visibile soddisfazione per il traguardo a cui era arrivato.

All’improvviso, senza aver il tempo di riordinare le carte, dare le ultime disposizioni, salutare i familiari o gli amici, s’è trovato davanti alla porta di San Pietro.

Entrato in paradiso, l’apostolo lo introduce in un salottino, non sfarzoso ma dignitoso e lo fa accomodare su una poltrona al centro della stanza, mentre va a chiamare il Principale.

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Matrimonio

MATRIMONIO INDISSOLUBILE?

PERCHE’ NO!

 

18E il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». 19Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. 21Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. 22Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23Allora l'uomo disse:

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UNZIONE DEGLI INFERMI

PREGHIERA E UNZIONE DEI MALATI

 

13 Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, canti inni di lode. 14Chi è malato, chiami presso di sé i presbìteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. 15E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. 16Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto. 17Elia era un uomo come noi: pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto”.  Cap. 5,13-16.

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Carissimi Collaboratori

Stimatissimi Collaboratori.

La festa della Pentecoste è la nostra festa prima di tutto perché è all’origine della Chiesa, di cui noi facciamo parte ed in secondo luogo perché è con la forza, l’illuminazione dello Spirito Santo che noi riusciamo ad elevare il nostro impegno dalle cose materiali, pur sempre necessarie e gradite, a quelle spirituali in una collaborazione che trova fondamento ed alimento nella preghiera, nella partecipazione ai sacramenti e nel travaso delle esperienze di fede.

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Carissimi Cresimati

Carissimi Cresimati, in occasione della solennità della Pentecoste, vi invito a rinnovare l’impegno che, con entusiasmo, avete assento il giorno della Confermazione.

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