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                    Dicembre 2017

 

 

DIAMO UN NOME

AL NATALE !

 

Il natale oramai s’avvicina, ed è tutto un fermento, si preparano i festeggiamenti, i regali, gli addobbi, le manifestazioni, i pranzi, le ferie.

Tra poco incomincieremo a scambiarci gli auguri di Buon Natale, alle strette di mano, ai sorrisi, ai gesti di bontà, di cortesia.

 

Ma natale di chi?

 

 

A ben pensarci interpretazioni, significati, pensieri, o l’immaginario colettivo si differenziano, si dividono e forse si contraddicono.

A questa parola cara, conosciutissima da tutti, manca il complemento di specificazione. Natale di chi?

 

DIAMO UN NOME AL NATALE

 

Per noi cristiani è un vero e grande mistero, il catechismo della Chiesa cattolica lo pone al secondo posto tra i misteri principali della fede: l’Incarnazione di nostro Signor, Gesù Cristo.

Sì, è proprio così. Colui che né cielo né terra possono contenere, si fa uno di noi, simile in tutto, fuorchè nel peccato.

Per tutti gli esseri viventi, senza distinzione di lingua, razza, popolo o nazione, quello che sfugge al contatto, alla dimostrazione, alla manipolazione, alla razionalità immediata, resta sempre una grande incognita, una “x”.

 

Gesù incarnandosi, assumendo un corpo, è in grado di mettersi in relazione con noi, di parlare lo stesso linguaggio, di usare le stesse immagini, in una parola, di farsi capire, pur parlando di cose che sfuggono o restano nebulose alla comprensione umana.

 

Poiché quello che viene a rivelarci può essere accettato, creduto, fatto proprio soltanto nella fiducia in colui che lo propone, ha trascorso la sua vita (33 anni) facendo del bene, scegliendo la parte dei poveri, dei deboli, degli oppressi senza temere di “resistere” davanti ai potenti, a coloro che avrebbero veramente potuto fargli del male - come poi avvenne – ha compiuto miracoli che riguardo le malattie, la natura, lo spirito maligno, (diavolo), la morte. Ha insegna e parlato con autorevolezza riconosciuta da tutti.

 

…entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.

«Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». Mc.1,21

 

Ottenuta la simpatia, la fiducia del popolo introduce un discorso più difficile, più profondo, elevato, spirituale che svela, a poco a poco, la vera sua missione sulla terra.

«In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati». Gv.6,26.

 

“X”: DIO PADRE

 

Mai noi uomini avremmo potuto azzardare un simile apellativo.

La “x” è sempre stata per gli uomini un qualcosa di misterioso, pauroso, capriccioso, ostile e seppur ci sono stati anche momenti di complicità, ad ogni istante ci si poteva aspettare una disaventura, un voltafaccia.

 

Gesù si è fatto uomo principalmente per rivelarci questo: Dio è Padre e ci vuole bene. Dio è Padre e vede le difficoltà, le contraddizioni, gli sbandamenti che costellano la nostra vita individuale e comunitaria.

 

Nel suo Figlio, Egli desidera aiutarci a ritrovare la strada smarrita. A segnalarci i trabocchetti, le “fake news”, che “chi ci rema contro” stende a piene mani davanti a noi.

Una venuta quindi, provvidenziale, propizia, da accogliere a larghe mani, da far a gara perché sosti in noi, a casa nostra. Una festa da preparare con gioia, come si fa per gli amici, gli avvenimenti importanti.

 

Questo è il complemento di specificazione del natale: Natale di Gesù Cristo!

 

Amici, abbiamo già tante disavventure, che non ci capiti di accorgergi che dietro un Gesù bambino di terracotta, un albero di natale, un banchetto, dei regali… non c’è niente, c’è il vuoto! Il pericolo è per tutti, soprattutto per chi vive la vita in modo superficiale, alla giornata. A questo punto altro che freddo e gelo, giaciglio di paglia, bue ed asinello, grotta di fortuna. Siamo noi il problema!

Alla fine, avremo, chiudendo, sbattuto la porta, in faccia e lasciato fuori proprio Lui, il senso vero, autentico, genuino del Natale!

 

1 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. 2Egli era, in principio, presso Dio: 3tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. 4In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; 5la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. 9Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. 10Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. 11Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. 12A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, 13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. 14E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

 

Per me, per te, per tutti noi il modo migliore, vero e genuino di prepararci al Natale è la

Riconciliazione comunitaria con se stessi, con Dio e con gli altri! (giovedì 21, ore 20.30).

Auguri. Don Renato e don Rialdo

 

 

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