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ALLELUJA, ALLELUJA, ALLELUJA…

 

Grazie, Signore, perchè sei sempre a disposizione di chi ha fame di Te!

 

 

 E’ il grido di gioia al lieto annuncio della risurrezione del Signore, ma per noi è anche il ringraziamento, la gratitudine, la festa per i 12 bambini di quinta elementare che, domenica 11 maggio, per la prima volta potranno partecipare in modo completo all’eucarestia. Sì, perché finalmente anche per loro sarà giunto il momento di fare la comunione.  Potranno sentire ed accogliere l’invito del sacerdote: “Beati gli invitati alla cena del Signore”

Infatti, l’eucarestia oltre che essere il memoriale del sacrificio di Cristo che sostituisce tutti i vari sacrifici, fino al quel tempo compiuti, è soprattutto cena. “Prendete e mangiate… Prendete e bevete…!

 Purtroppo, diversi cristiani ritengono che l’eucarestia sia una cerimonia, un atto di culto a cui assistere, certamente con devozione e rispetto, ma tra l’assistere ed il partecipare, l’essere coinvolti c’è una bella differenza.

 Troppi di noi sono anemici spiritualmente proprio perché restano fermi nei banchi al momento di accostarsi all’altare per prendere e mangiare quel cibo prefigurato nell’episodio del profeta Elia quando l’angelo, all’uomo oramai stanco e scoraggiato, disse:

 «Àlzati, mangia!». 6Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su

pietre roventi, e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò.

7Tornò per la seconda volta l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati,

mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve.

Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb. I Re, 19,5

 L’eucarestia è nutrimento, forza, entusiasmo per chi deve camminare, lavorare sodo, faticare ed è proprio questo l’impegno del cristiano su se stesso, nella propria famiglia, nella società.

Solo chi non ha niente da fare, chi resta quasi immobile, chi non fatica può permettersi di misurare i grammi del cibo che assume !!!

 Grazie, Signore, perché ci richiami queste cose ora, prima che il giorno sia troppo avanzato e la notte oramai vicina, a quel punto forse sarà inutile e troppo tardi e non ci resterà che il rimpianto per un tempo perduto e che più non ritorna.

 

Con affetto. don Renato

 

 

 

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