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Nel riaffacciarsi di polemiche e appassionate discussioni a favore o contro la Preghiera degli Alpini, letta nelle celebrazioni dei funerali, penso che la cosa migliore sia prima di tutto conoscere questa preghiera.

Preghiera dell'alpino

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi,
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.

 

Il contesto in cui questa preghiera è collocata è permeata da tale carica emotiva che dovrebbe toccare il cuore di ogni persona che la legge. Chi, in quelle situazioni reali e tragiche, non si sarebbe affidato a Dio per essere salvato dai pericoli così puntigliosamente descritti? Chi non avrebbe l’assillante pensiero alla famiglia angosciata e trepidante, rimasta nel paese lontano, con la probabilità di non essere più rivista? Chi non invocherebbe la grazia di poter tornare a casa? Ricordare a Dio perché sono lassù, a fare cosa, è quasi rafforzare la loro supplica. Invocare la benedizione sulle armi, sui battaglioni non vuol forse dire “vincere” per finire e presto tornare a casa? L’invocazione conclusiva alla Madonna chiude coerentemente il pressante ed unico pensiero: fa che possiamo riabbracciare le nostre famiglie. Chi può contrastare o entrare in polemica per questa preghiera se non un estraneo? uno seduto in poltrona che non ha niente da temere né da perdere?

Non è la preghiera il motivo del contendere, ma il mutato contesto in cui viene letta. Il defunto nella liturgia che si celebra, ha bisogno di preghiere di suffragio, di affidamento alla bontà del Padre per essere da lui accolto! La differenza, - non da poco - è che i primi pregavano per “tornare” nel secondo caso sono i vivi che pregano perché possa “andare” fiduciosamente tra le braccia del Padre. Questo è il vero motivo per cui le opinioni, le credenze, le sensibilità possono divergere e suscitare polemiche, dissapori, vivaci contrasti.

Renato Zuliani – Passons

 

 

 

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