( don Rialdo, don Renato, suor Margherita, suor Silvia)
I 20 anni di don Rialdo
Il titolo porterebbe, vedendolo, a dire: “Come se li porta male, i vent’anni!”, in verità non sono gli anni anagrafici – è nato ad Asigliano Veneto (VI), il 15 dicembre del 1944 – ma gli anni trascorsi nell’esercizio del diaconato, ordine ricevuto da mons. A. Battisti, il 5 dicembre del 1993.
All'età di 17 anni, segue la sua famiglia che, in Friuli alla ricerca di un lavoro, pone la sua tenda in un piccolo borgo di campagna, alla periferia di Udine.
La sua vocazione germoglia e cresce all’interno della sua nuova comunità di san Martino, in Passons che, domenica 29 dicembre, ha voluto stringersi attorno a lui nella celebrazione solenne dell’eucarestia.
E’ stato un momento fraterno per ringraziare il Signore per la sua presenza preziosa sia nella liturgia sia nella cura degli anziani ed ammalati sia nell’essere punto di riferimento nei momenti di assenza del parroco. Persona schiva dai clamori e portata alla concretezza – frutto soprattutto della sua professione di agricoltore, che tuttora esercita – dal suo eremo di Bonavilla, è collegato comunque con il mondo intero tramite la certosina e puntuale attenzione a tutte le trasmissioni radiofoniche o televisive che abbiamo come argomento diretto o semplicemente come sfondo, aspetti religiosi. Gode la simpatia e l’apprezzamento della popolazione, anche perché svolge il ruolo di parafulmine, tra la gente stessa ed un’altra persona, decisamente diversa, che è il parroco.
Il suo ministero non si è limitato agli ambiti della parrocchia. In passato, per diversi anni, ha animato la liturgia, in un primo momento con il parroco e poi sotto la sua diretta responsabilità, nelle piccole comunità montane di Montemaggiore, Platischis e Prosenicco. Ora, segue settimanalmente gli ospiti della Casa per anziani di Risano e, data la vicinanza alla cattedrale, presta spesso servizio nelle celebrazioni presiedute dall’arcivescovo. Nei casi d’emergenza, è chiamato a presiedere la preghiera domenicale dove o la malattia o l’assenza del sacerdote, lo richiedono e, senza livrea, a fare da autista all'arcivescovo.
Ora, poiché tutti i salmi terminano in gloria, la celebrazione s’è conclusa con un omaggio tangibile e con l’evviva presso le sale della parrocchia, alla presenza di numerosi amici.
Ad multos annos, don Rialdo!